Aversa

Aversa, nuovo ricorso contro scioglimento: udienza il 20 marzo

Fissata per mercoledì 20 marzo l’udienza al Tribunale amministrativo regionale della Campania per discutere del nuovo ricorso presentato dal sindaco uscente di Aversa, Enrico De Cristofaro, contro lo scioglimento del Consiglio comunale a seguito delle dimissioni di 13 consiglieri, tra maggioranza e opposizione. De Cristofaro ed i suoi ex consiglieri rimasti fedelissimi hanno rinunciato alla prima richiesta di sospensiva proposta al Tar Campania, presentandone una nuova con motivi aggiunti. Ed è su questa che i giudici amministrativi saranno chiamati a decidere il 20 marzo.

Oltre al primo cittadino, il ricorso è stato sottoscritto da Augusto Bisceglia, già presidente del Civico consesso, e dagli ex consiglieri comunali Daniele Paolo Sbano, Francesco Di Palma, Stefano Di Grazia, Isidoro Orabona, Renato Oliva e Danila De Cristofaro. Contro la sospensiva si sono costituiti gli ex consiglieri comunali Alfonso Golia, ElenaCaterino, Paolo Santulli, Carmine Palmiero, Nicla Virgilio, Gianpaolo Dello Vicario, Mario Tozzi, rappresentati dagli avvocati Giuseppe Somma e Fabrizio Perla.

Nel caso il Tar dovesse accogliere il ricorso, Aversa non andrebbe più al voto il prossimo 26 maggio poiché, anche in caso di “dimissioni bis” dei consiglieri, è già trascorso il termine ultimo del 24 febbraio per consentire il ritorno alle urne. La città vivrebbe, pertanto, un altro anno di commissariamento straordinario.

Quello che De Cristofaro e i suoi contestano è la delega conferita ad uno dei dimissionari, Paolo Santulli, da parte di tutti i 13 consiglieri, di protocollare le dimissioni al Comune. Delega che, pur riportata nell’atto di dimissioni sottoscritto in uno studio notarile, e firmata da tutti e 13 i dimissionari, secondo l’ex primo cittadino sarebbe illegittima poiché avrebbe necessitato di un altro atto specifico.

E mentre i dimissionari lo accusano di “irresponsabilità verso la città” e di intenzione di volerla “condannare ad un anno di commissariamento”, De Cristofaro, in un’intervista rilasciataci qualche giorno fa, ha chiarito i motivi del ricorso: “Al di là della sussistenza di una maggioranza, intendiamo ristabilire la certezza del diritto. Se vi sono delle norme vanno rispettate e questo servirà anche per il futuro. Tuttavia, non abbiamo paura di tornare alle urne, anzi, vista la frammentazione in giro, siamo anche in vantaggio” (leggi qui).

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