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Strage in Nuova Zelanda: 49 morti in due moschee. Il killer inneggia a Luca Traini

Strage in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, dove almeno 49 persone sono state uccise e 20 sono rimaste ferite in due sparatorie durante la preghiera del venerdì. Quattro persone sono state arrestate. L’autore della strage, ha riferito la polizia australiana, si chiama Brenton Tarrant ed è un australiano bianco di 28 anni: ha rivendicato gli attacchi lasciando un manifesto anti-migranti di 74 pagine in cui ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni, che definisce un attacco terroristico.

Sui caricatori delle sue mitragliatrici, insieme a quelli di altri estremisti, il nome dell’italiano Luca Traini, l’autore del raid razzista di Macerata del 3 febbraio 2018. Tarrant, riporta il New Zealand Herald, ha ripreso la strage in diretta streaming: il video, pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti ed è poi stato rimosso dal social network. La premier Jacinda Ardern ha confermato il numero delle vittime parlando di un “attacco terroristico” e ha descritto l’accaduto come “un atto di violenza senza precedenti” e “uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda”.

Il capo della polizia della Nuova Zelanda, Mike Bush, ha dichiarato che un uomo, che dovrebbe essere Tarrant, è stato incriminato per omicidio e dovrà comparire domani davanti al giudice. Bush ha poi precisato che si sta ancora valutando la posizione degli altri due uomini arrestati in possesso di armi. Una quarta persona – che secondo quanto diffuso dai media sarebbe una donna – non avrebbe nulla a che fare con gli attacchi.

La prima sparatoria è avvenuta nella moschea di Al Noor, dove c’erano 300 persone, intorno alle 13:40 locali. Un testimone ha raccontato che un uomo armato vestito di nero è entrato nel luogo di culto e ha fatto fuoco: “Ho visto persone morte ovunque”. Il commissario di polizia neozelandese, Mike Bush, durante una conferenza stampa, ha detto che sono state anche rinvenute auto con esplosivi nel centro della città, dov’era in corso la manifestazione dei giovani studenti per il clima, sulle orme dell’attivista svedese 16enne Greta Thunberg, che è stata evacuata. L’intera città era stata messa in lockdown poi rientrato.

Tarrant, che secondo l’emittente tv australiana Nine News Sydney è originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale del Paese, dice di essere arrivato in Nuova Zelanda solo per pianificare e addestrarsi all’attacco. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene nessun gruppo abbia ordinato l’attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da “immigrazione di massa”.

Dal manifesto anti-migranti pubblicato su internet da Tarrant emerge che l’uomo aveva preannunciato la strage sul sul forum ‘8chan’ e pianificava gli attacchi da due anni, ma ha scelto di colpire la Nuova Zelanda – che non era il suo obiettivo originale – solo tre mesi fa. In una foto – postata sui social prima dell’attacco – si vedono i caricatori delle mitragliatrici ricoperti di scritte in inchiostro bianco che fanno riferimento ad antiche battaglie e più recenti attacchi contro le comunità musulmane. Oltre al nome dell’autore del raid razzista di Macerata del 3 febbraio 2018, Luca Traini, compaiono anche Sebastiano Venier, l’87esimo Doge della Repubblica di Venezia che nel 1571 nella battaglia di Lepanto inflisse una dura sconfitta ai turchi, e quello di Alexandre Bissonette, l’uomo 29enne che nel 2017 uccise sei persone in una moschea di Quebec City, in Canada.

La premier, dicendo che molte delle persone colpite potrebbero essere migranti o rifugiati, ha detto: “Loro hanno scelto la Nuova Zelanda come la loro casa ed è la loro casa. Loro sono noi – ha osservato – le persone che hanno compiuto questo atto di violenza non lo sono. Non c’è spazio per loro in Nuova Zelanda”. La polizia, via Twitter, ha esortato a rimanere chiusi in casa, a non andare in moschea in tutto il Paese e a non condividere il link dell'”inquietante” video sulla strage postato da Tarrant.

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