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M5S, Di Maio: “Via il vincolo dei due mandati per i consiglieri comunali”

Per i consiglieri comunali M5s che intendono candidarsi in Consiglio regionale e in Parlamento non deve valere il vincolo dei due mandati. A indicarlo è il vicepremier e capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, secondo il quale “fare il consigliere comunale non è un privilegio. Dobbiamo discutere nuove regole”. E ha sottolineato che “il ruolo del capo politico si ridiscute tra quattro anni”.

“Oggi un nostro eletto in un Comune è presidio di legalità e lotta contro i privilegi e contro la gestione disinvolta dei Comuni”, ha proseguito il ministro del Lavoro. Parlando in conferenza stampa alla Camera, Di Maio ha osservato che “organizzazione significa che ci sono figure che coordinano argomenti. A livello regionale e comunale, per coinvolgere i nuovi, creare spazi e momenti”.

“Sono concentrato per creare i presupposti perché l’Italia possa crescere in tutti i settori nei prossimi quattro anni. Non sto pensando al mio terzo mandato”, ha ribadito con forza il vicepremier. Per Di Maio “inizia una discussione su dei temi ben precisi, abbiamo su tutto il territorio nazionale richieste da parte dei cittadini. Pensavamo che dal governo centrale potessimo recepire tutto dai territori ma è impossibile, serve una organizzazione e non è una cosa che giova solo al M5s, ma servirà agli italiani. Lavoreremo per aiutare ancora di più gli italiani a risolvere i problemi. Avremo una organizzazione nazionale e regionale, ne discuteremo nelle assemblee parlamentari e con gli iscritti”.

Parlando poi di risultati elettorali, Di Maio ha dichiarato che “il centrosinistra dal 2013 si illude di poter rubare voti al M5S alle amministrative come al mercato delle vacche. Ma i voti sono dei cittadini”. E ha annunciato: “Nei prossimi mesi lavoreremo a dialogo vero con liste civiche, ma con calma. Non tutto in un giorno”. Il capo politico 5 Stelle ha poi detto “basta” a chi denigra il M5s: “Non ho nessuna intenzione di continuare a far passare che il Movimento è una forza politica che non ha competenze e non è in grado. Combatteremo questa narrativa. Essere stato steward, come cameriere e ministro, per me è un orgoglio, ognuno di questi lavori è stata un’occasione di apprendimento. E saluto tutti gli steward che non se la passano bene per causa mia”.

Di Maio ha dunque ribadito che “il governo va avanti per cinque anni, nei prossimi quattro anni si verificherà la differenza tra parole e fatti. Sono sicuro che l’esecutivo andrà avanti con molta tranquillità e siamo sempre più forti e coesi e riusciremo a portare a casa tutti i punti del contratto, costi quel che costi”.

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