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Restituita la scorta a Sandro Ruotolo: “Ora posso continuare a fare il giornalista”

Sospesa la revoca della scorta al giornalista Sandro Ruotolo. Ad annunciarlo è lo stesso cronista napoletano in un tweet: “Anche se non ho ricevuto ancora una comunicazione formale è tutto vero. Dal 15 febbraio non sarei più stato protetto. La scorta resta. Gli organi preposti dovranno quindi rivalutare la mia situazione e decidere di conseguenza”, scrive Ruotolo. “Nel merito della vicenda non mi esprimo”, dichiara poi Ruotolo, “ho troppo rispetto delle istituzioni”. E ritiene che sia “importante capire un errore e riparare”. Si dichiara contento “per l’affetto e la stima espressa da migliaia e migliaia di cittadini e cittadine” e perché “grazie a questa decisione posso continuare a fare il giornalista e occuparmi dei fatti di cui mi occupo: senza la scorta non avrei potuto”.

La notizia era stata anticipata anche da Paolo Borrometi, cronista siciliano che vive sotto scorta per le minacce subite dalla mafia. Conversando con i giornalisti a margine della cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo, concessagli dal sindaco Leoluca Orlando, Borrometi aveva detto: “Posso darvi una buona notizia: ho sentito qualche minuto fa Sandro e mi ha detto che gli è stata comunicata la revoca della sospensione della scorta. Continuerà a essere protetto dallo Stato”.

Quattro giorni fa era stato l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando a denunciare che il comitato ordine e sicurezza aveva deciso di togliere la scorta a Ruotolo. “Ruotolo merita tutela nella misura in cui i criteri che sono fissati determinano che chi è stato oggetto di minacce da parte di soggetti di cui i sodali sono ancora in piena attività merita tutela. Per cui, giacché gli Zagaria, i quali sono stati in qualche modo coinvolti in un’operazione che ha visto, fra gli altri, l’arresto dell’ex sindaco di Capua, sono tuttora soggetti criminalmente rilevanti, io mi chiedo se sia stata la scelta giusta toglierli la scorta”, aveva detto il senatore Nicola Morra, del M5S, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Ieri Luigi Di Maio aveva definito la decisione “assurda”, specificando che “se e è stata fatta una scelta imprudente, Ruotolo merita la scorta perché lui è uno di quei giornalisti di questa terra che si è battuto nella lotta alla criminalità organizzata e alla camorra”. Il presidente della Camera Roberto Fico aveva dichiarato domenica a Che tempo che fa: “Lo Stato deve essere vicino ai giornalisti e tutti i cittadini che parlano e scrivono di mafia, denunciano la mafia e i mafiosi”.

Sandro Ruotolo vive sotto scorta dal 2015, in seguito le minacce di morte provenienti dal clan camorristico dei Casalesi. Il boss Michele Zagaria era stato intercettato durante un colloquio in carcere a Milano nel 2014 durante il quale affermava di voler “squartare vivo” il giornalista (leggi qui). L’anno successivo un maiale squartato era stato ritrovato a Casapesenna (Caserta), presso un attivista antimafia che il giorno precedente aveva ospitato Ruotolo.

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