Carinaro

Carinaro, gli alunni a “mani libere” scoprono il mondo senza smartphone

Carinaro – Nella mattinata di domenica scorsa, come in tanti altri luoghi italiani ed europei, si è svolta un’interessante iniziativa dal titolo “A Mani Libere”, di forte valenza educativa e sociale, che ha visto la partecipazione di oltre 100 alunni, con un fazzoletto blu al polso, e di un buon numero di genitori, riscuotendo un pregevole successo.

Organizzata dall’insegnante Elisa D’Aniello, con il fattivo supporto delle colleghe Eufemia Turco e Linda Guadiano della scuola secondaria di primo grado “Petrarca” dell’Istituto comprensivo di Carinaro, guidato dal dirigente scolastico, professor Ernesto Natale, la proposta avanzata dal Consiglio Europeo Sviluppo Umano si è realizzata con l’adesione di altri docenti, al fine di rendere gli sguardi dei bambini, ragazzi e cittadini, semplicemente “liberi” dai piccoli schermi, in primis dai telefonini e smartphone.

L’evento ha permesso ai numerosi partecipanti di “concretizzare” la stuzzicante idea, mediante una “passeggiata in libertà”, di circa un’ora e mezzo, con il cellulare spento oppure lasciato a casa, per ritrovare le proprie “mani libere”. Partendo dal piazzale antistante la villa comunale “Sepe” fino al Parco Pozzi di Aversa, durante la camminata in libertà, gli alunni, entusiasti, molto contenti e sereni, hanno scoperto l’opportunità nuove modalità di percepire il mondo circostante, poter relazionarsi con amici effettivi, con la loro cittadina e mondo reale, alzare e incrociare gli sguardi verso l’Altro, rieducare gli occhi all’amicizia e all’incontro, utilizzare le mani appropriandosi di giochi semplici e riprendendosi tanti aspetti stimolanti del vivere umano.

A conclusione dell’esperienza formativa, sono apparsi particolarmente soddisfatti il preside Natale, le docenti e, soprattutto, i genitori, che, collaborativi e visibilmente interessati, hanno condiviso pienamente l’iniziativa ed esortato l’Istituto a promuovere e diffondere maggiormente esperienze e aspetti di vita vissuta per i loro figli, per fare capire a ciascuno quanto sia importante vivere la vita e qualunque sia il nostro modo di viverla, attraverso momenti e piccoli gesti, ma specifici e peculiari della natura umana, di profondo significato sul piano della crescita personale e sociale, considerato che essi sono sempre più e quotidianamente alle prese con la sola “realtà virtuale”.

In effetti, onde evitare evidenti rischi per le nuove generazioni, risulta fondamentale recuperare i ragazzi e i giovani al mondo reale, mediante esperienze collettive e di gruppi, come è avvenuto fino alcuni anni fa, contenendo le loro dipendenze da applicazioni virtuali, che purtroppo sono facilmente scaricabili.

Carlo Achille Caiazzo

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