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Mafia, 16 arresti a Biancavilla: c’è anche ex sindaco

Sono 14 le persone arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Catania e 2 dagli agenti della squadra mobile della Questura nell’ambito dell’operazione “Città blindata” contro una cosca mafiosa che gestiva il traffico e lo spaccio di droga a Biancavilla.

I destinatari del provvedimento restrittivo, emesso dal gip di Catania, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, sono: Giuseppe Amoroso, 47 anni, Vito Amoroso, 52, Giovanni, Carciotto, 35, Tino Caruso, 41, Gregorio Gangi, 30, Alberto Gravagna, 34, Roberto Licari, 32, Andrea Monteforte, 27, Alfio Ambrogio Monteforte, 50, Alfio Muscia, 41, Vincenzo Panebianco 29, Riccardo Pelleriti, di 24, Placido Ricceri, di 33, Carmelo Vercoco, 46, Massimo Merlo, di 47, Marcello Merlo, di 59, che in passato è stato anche ex sindaco di Biancavilla.

La Procura distrettuale di Catania ritiene di avere disarticolato la cosca storicamente denominata Tomasello-Mazzaglia-Toscano oggi diretta da due “famiglie”, Amoroso e Monforte, e legata al clan Santapaola-Ercolano ai vertici di Cosa nostra. L’inchiesta si è avvalsa anche delle intercettazioni compiute dagli investigatori a bordo dell’auto blindata acquistata da uno degli indagati – da qui il nome dell’operazione, chiamata “Città blindata” – e dalle dichiarazioni di sei collaboratori di giustizia.

Le indagini, che hanno preso avvio dopo gli omicidi di Agatino Bivona, ucciso il 13 gennaio 2014, e di Nicola Gioco, freddato due giorni dopo, hanno fatto emergere i contatti tra Giuseppe Amoroso, che era stato posto agli arresti domiciliari, ed alcuni suoi fedelissimi per consolidare gli assetti della nuova formazione criminale e pianificare strategie per sancire il definitivo predominio del suo gruppo. Le indagini hanno accertato anche che gli si era affiancato il fratello Giuseppe dopo che era stato anch’egli posto ai domiciliari.

Gli investigatori sono anche riusciti a fermare in tempo il 6 ottobre del 2014 un gruppo di fuoco di appartenenti alla famiglia Maglia che aveva deciso di uccidere Vito Amoroso. Durante le indagini, il 23 aprile 2015, sono stati sequestrati 100 grammi di cocaina, numerose munizioni di fucile calibro 12 e di pistola calibro 7.65. Dopo un tentativo di omicidio nei confronti del fratello Giuseppe, il 10 gennaio 2016, gli investigatori sono riusciti a sequestrare un vero e proprio arsenale che era stato nascosto nelle campagne del paese. Le indagini hanno anche fatto luce sull’attività estorsiva iniziata dagli indagati nel 2012. Giuseppe Amoroso e Gregorio Gangi furono arrestati il 19 settembre del 2016 per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni del titolare del Bar “Le Carillon”.

Tra gli arrestati  l’ex sindaco di Biancavilla, Marcello Merlo, 59 anni. E’ stato in carica, in quota area del centrosinistra, dal settembre del 1993 al maggio del 1994. E’ indagato per associazione mafiosa e con il fratello Massimo, di 47 anni, è ritenuto ai vertici del gruppo “Merlo” che, secondo l’accusa, dal 2016 sarebbe confluito nella cosca Tomasello-Mazzaglia-Toscano legata alla “famiglia” Santapaola-Ercolano ai vertici di Cosa nostra etnea. Massimo Merlo, fratello dell’ex sindaco, è stato arrestato il 2 dicembre del 2016, dalla squadra mobile e da agenti del commissariato di Adrano nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Maurizio Maccarrone, 43 anni, assassinato il 4 novembre del 2014 davanti casa sua, ad Adrano. Secondo l’accusa sarebbe il mandante del delitto passionale: la vittima aveva avuto un relazione con l’ex fidanzata di Massimo Merlo.

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