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Foggia, bombe ed estorsioni: 16 arresti nel clan Moretti-Pellegrino

Polizia, carabinieri e Guardia di finanza, dopo una “tempestiva indagine” coordinata dalla Procura di Foggia, hanno compiuto, dalle prime ore della notte, una vasta operazione denominata “Chorus” nei riguardi dei responsabili di attentati incendiari a danno di esercizi commerciali di Foggia, estorsioni, rapine, armi e tentato omicidio.

Sono almeno 16 le persone arrestate da un centinaio di militari con elicotteri e reparti speciali. Gli arrestati sono accusati anche di tentato omicidio. Tra i fermati anche 4 affiliati al clan Moretti-Pellegrino, tra i più potenti della cosiddetta “società” del capoluogo da uno, accusati di aver progettato un agguato sventato dieci giorni fa ai danni di un pregiudicato foggiano; due di essi sarebbero parenti di Rodolfo Bruno, il malavitoso assassinato il 15 novembre scorso alla periferia della città.

L’operazione deriva da cinque distinte inchieste legate alle bombe e agli attentati dinamitardi verificatesi nei mesi scorsi. In seguito a questi fatti venerdì saranno a Foggia alcuni membri della Commissione parlamentare antimafia, per preparare una missione ufficiale della stessa commissione “da svolgere in tempi brevissimi”, come riferito dal presidente Nicola Morra che, intanto, commenta: “La nostra visita non sarà solo presso le istituzioni che hanno una costante necessità di sentire vicino lo Stato, ma anche presso coloro che hanno subito attentati e lutti per mano della mafia foggiana. Una mafia pericolosa, devastante che deve essere fermata e consegnata alla giustizia. Un intero territorio è stato mortificato da bombe, minacce, incendi e uccisioni di innocenti. Lo Stato è presente, e la nostra visita vuole essere un segno tangibile”.

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