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Bisceglie, colpo al bazar della droga: 19 arresti

Usavano i loro figli minorenni per trasportare e spacciare sostanze stupefacenti e, nel caso di controlli e perquisizioni, non esitavano a usare gli stessi figli per nascondere la droga. Padre e madre sono due delle 28 persone colpite da provvedimenti cautelari eseguiti dai carabinieri a Bisceglie su disposizione della magistratura tranese. 15 indagati sono finiti in carcere, quattro ai domiciliari, per altri nove è stato disposto l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.

L’abitazione dei due coniugi era la centrale dello spaccio che si svolgeva in tutto il centro storico di Bisceglie, nel quale sono state accertate centinaia di cessioni di dosi di sostanze stupefacenti compiute dagli indagati ritenuti appartenenti a due distinti gruppi criminali. Le indagini sono state avviate nel 2017 dopo l’esplosione di diversi colpi di arma da fuoco, il 6 febbraio, contro l’abitazione di uno dei principali indagati. L’attentato intimidatorio era legato alla contesa per il controllo del mercato illecito nel centro storico biscegliese.

L’operazione, denominata “Educazione Criminale” per il particolare piuttosto agghiacciante del coinvolgimento di minorenni al trasporto ed allo spaccio di droga da parte dei loro genitori, ha preso il via dall’esplosione di diversi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione di uno dei principali indagati (all’epoca già sorvegliato speciale) avvenuta la notte del 6 febbraio 2017. Un atto intimidatorio le cui cause, legate alla contesa del mercato illecito nel centro storico biscegliese, non erano sfuggite all’attività informativa esercitata sul territorio dai Carabinieri della locale Tenenza, i quali dunque cominciarono ad investigare.

Copiosa la raccolta probatoria che ha sostenuto i provvedimenti cautelari. Nel dare riscontro alle attività tecniche, infatti, i Carabinieri hanno proceduto, in itinere, all’arresto di 12 persone per detenzione di armi e sostanze stupefacenti, al sequestro di due pistole con matricola abrasa, di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti di ogni genere (complessivamente 12 chili di hashish, 12 chili di marijuana, 900 grammi di eroina e 500 grammi di cocaina), nonché alla segnalazione di 20 tossicodipendenti fidelizzati al mercato illecito gestito dagli odierni arrestati.

Centinaia le cessioni di droga realizzate dagli indagati – molti dei quali già noti agli inquirenti per i loro precedenti di polizia specifici – che facevano capo a due distinti gruppi criminali operanti in vari punti della città. Vera e propria centrale di spaccio si è rivelata l’abitazione di due coniugi, i quali, approfittando dell’ingenuità ed in sospettabilità dei propri figli minorenni, li costringevano a trasportare la droga, ad occultarla in occasione delle perquisizioni per eludere i controlli e perfino a cederla direttamente agli acquirenti.

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