Aversa

Aversa, un promotore finanziario su caso Fiordiliso: “Certa ‘borghesia’ ignorante e saccente”

«Ho avuto modo di vedere le operazioni che faceva Luigi Fiordiliso» afferma un noto, vero, promotore finanziario aversano commentando la vicenda che in questi giorni sta tenendo banco nella città normanna, con decine e decine di persone che sarebbero state truffate da Luigi Fiordiliso in compagnia di alcuni familiari, nei cui confronti la Procura di Napoli Nord ha disposto il sequestro conservativo di beni immobili, conti correnti e auto di lusso, nell’ambito di una vicenda che va avanti da diversi anni (leggi qui).

«Dava ricevute su operazioni consistenti – continua il promoter aversano, dando un giudizio impietoso e motivato – utilizzando il bollettario che usavano una volta gli amministratori di condominio. Lui sarà pure un truffatore ma vi posso garantire che questa bella borghesia di Aversa è fatta di persone ignoranti e saccenti». Subito dopo spiega anche il perché: «Quando lo feci presente ad uno di questi signori che oggi si sentono defraudati, mi redarguì chiedendomi come mi permettevo di mettere in dubbio l’operato di una persona perbene qual è quella in questione, proprio io che non ho origini aristocratiche. In un certo senso, oggi, ripensando a quell’episodio, provo anche un po’ di piacere per quanto poi è avvenuto».

Il promotore conclude poi affermando: «Ci tenevo solo a precisare che il signore oggetto di attenzioni aversane in questi giorni non è promotore finanziario. Il promotore finanziario lavora su mandato di una banca ed è iscritto all’albo dei promotori». Una precisazione dettata, ovviamente, dalla necessità dei promotori finanziari di professione che temono di perdere credibilità a seguito della pubblicità mediatica della vicenda. Vicenda che ha avuto inizio nel lontano 2010 con la nascita (mai istituzionalizzata) della Banca Popolare Normanna che vedeva tra i propri soci il gotha della borghesia non solo di Aversa ma dell’Agro Aversano, con nomi altisonanti di magistrati, parlamentari, medici, docenti, ma anche impiegati che gli avrebbero consegnato somme di denaro che rappresentavano anni ed anni di sacrifici e di sudore.

In città, inoltre, quando tutti i nomi sono oramai di dominio pubblico, la preoccupazione di parte dei truffati sembra essere quella di far spegnere al più presto possibile i riflettori sulla vicenda, senza capire che tenerne viva l’attualità potrebbe aiutarli a raggiungere lo scopo di riottenere quanto da loro versato nelle mani del presunto promotore finanziario. E’ probabile che alcuni dei truffati che non hanno denunziato quanto avvenuto non gradiscano molta pubblicità né che le indagini porti a scoprire che anche loro erano caduti nella presunta rete di Fiordiliso. La motivazione andrebbe ricercata nel fatto che molti di loro potrebbero aver affidato al mago aversano della finanza creativa somme di danaro guadagnate senza che ne fosse a conoscenza il fisco. Ragion per cui un approfondimento da parte della polizia giudiziaria che sta indagando coordinati dal magistrati della procura della repubblica presso il tribunale di Napoli Nord diretta dal procuratore Francesco Greco provocherebbe ulteriori danni che andrebbero ad aggiungersi a quelli della presunta truffa subita dal falso promoter.

Tra quelli che hanno consegnato a Fiordiliso somme tracciabili, ossia tutti quelli che si sono visti riconoscere l’inserimento nel passivo fallimentare, si registra un certo ottimismo dopo il sequestro dei beni disposto dalla procura normanna. «Credevamo che tutto fosse compromesso – ha dichiarato uno di loro – ma ora che ci sono dei beni sui quali potersi rivalere iniziamo a credere che non tutto è perduto, ma incrociamo le dita».

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