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Teverola, due giovani africani in bici travolti e uccisi: caccia al pirata della strada

Stavano tornando a casa, in sella a delle biciclette, alle prime ore del giorno, sembra dopo una notte di lavoro come parcheggiatori abusivi, quando un’autovettura li ha travolti, uccidendoli sul colpo, per poi dileguarsi in fretta facendo perdere le proprie tracce. Sono morti così, sulla strada statale 7 bis, nel tratto che attraversa il comune di Teverola (Caserta), due giovani africani di 19 e 20 anni, residenti in un centro di accoglienza di Casaluce (Caserta), entrambi regolari sul territorio dello Stato, uno proveniente dalla Guinea, l’altro dal Senegal. Il pirata della strada è stato arrestato dopo circa 24 ore: si tratta di un 42enne casertano (leggi qui).

Quando sul posto sono giunti i carabinieri, in seguito alle segnalazioni dei numerosi automobilisti di passaggio, hanno trovato le due bici completamente distrutte e, a poca distanza, i due corpi straziati; è stato quasi subito evidente che i due ragazzi fossero rimasti vittima di un investimento da parte di un veicolo. E non è stato facile per gli investigatori identificare le due vittime, perché uno dei due si era fatto prestare il giubbino da un amico del centro di accoglienza.

Sul posto i carabinieri non hanno trovato tracce di frenata, segno che l’investitore non ha in alcun modo rallentato anzi, dopo aver travolto i due ragazzi, ha proseguito la marcia quasi alla stessa velocità. E possibile, inoltre, che all’ora del sinistro non fosse ancora giorno e che la visibilità fosse molto scarsa, così come non si esclude che anche un’altra auto possa aver investito i due ragazzi quando questi erano a terra agonizzanti. Subito è partita la caccia al pirata della strada, che, dopo il suo arresto, ora è incriminato per duplice omicidio stradale. 

Gli investigatori dell’Arma hanno scoperto che i due stranieri erano usciti dal centro di accoglienza per lavorare come parcheggiatori in alcuni locali della zona. Entrambi avevano fatto richiesta di asilo politico, ma l’istanza era stata bocciata; uno aveva ottenuto il permesso temporaneo fino a marzo, l’altro aspettava l’esito del ricorso presentato contro la bocciatura.

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