Caserta Prov.

Allarme polveri sottili: Aversa, Teverola e Marcianise tra le città campane coinvolte

Ci sono anche Aversa, Teverola e Marcianise tra le 13 città campane che hanno superato la soglia di polveri sottili consentita per legge. Alla provincia di Napoli la maglia nera, mentre la provincia di Caserta è presente, appunto, con Teverola, Aversa e Marcianise. «Un 2018 all’insegna della Mal’aria: le città campane restano intrappolate sotto la cappa grigia dello smog con rischi per la salute delle persone. In Campania – denuncia Legambiente – sono state 13 le città fuorilegge per la qualità dell’aria, perché oltre la soglia limite per le polveri sottili Pm10 (35 giorni di sforamenti all’anno con una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metrocubo). Nel 2017 furono, invece, 14 le città campane malate di smog». Teverola è quinta con 60 sforamenti, settima Aversa con 57. Basti pensare che Napoli ha fatto registrare 37 sforamenti. «Solo» tredicesima con 37 sforamenti.

La popolazione residente in questi tredici comuni ammonta a circa 1 milione e 400mila abitanti che, in pratica, hanno respirato polveri nocive circa un giorno su tre nel peggiore dei casi (San Vitaliano e Pomigliano d’Arco), e uno su quattro nel caso di Acerra. «Numeri – fanno notare a Legambiente – che si traducono in problemi di salute, costi per il sistema sanitario e impatti rilevanti sugli ecosistemi: le morti premature attribuibili all’inquinamento atmosferico nel nostro Paese sono oltre 60mila l’anno, come riportato annualmente nei report dell’Agenzia Ambientale europea (EEA). Senza contare che in Italia i costi collegati alla salute derivanti dall’inquinamento dell’aria si stimano fra i 47 e i 142 miliardi di euro (stima al 2010). Dati che descrivono ancor di più l’urgenza di politiche concrete di miglioramento della qualità dell’aria».

«Ho voluto fortemente un monitoraggio ambientale su tutto il territorio, – ha dichiarato nel commentare questi dati allarmanti l’assessore con delega all’Ambiente, Marica De Angelis – alimentando costantemente il dialogo con l’Arpac che ha portato all’ installazione dei campionatori, rilevatori di polveri sottili, cosa inedita per questa città. Resto in attesa dei risultati ufficiali che arriveranno a giorni, ma sono già perfettamente consapevole che si dovrà intervenire a gamba tesa sin da subito».

Quali gli interventi? L’esponente dell’esecutivo normanno risponde: «E’ già in programma un piano di riduzione del traffico veicolare, con le cosiddette targhe alterne o addirittura lo stop totale del traffico con le domeniche ecologiche. Contestualmente stiamo lavorando sull’introduzione di un’ordinanza per mitigare l’uso dei riscaldamenti in primis negli uffici pubblici riducendo il numero di ore e portando le temperature interne ad un massimo 20 gradi. Tale provvedimento sarà esteso solo successivamente a tutta la collettività. L’altro elemento risiede nel controllo dei filtri delle varie pizzerie e bracerie che devono necessariamente adeguarsi alle normative in merito». Ma la soluzione non può essere collegata solo ad Aversa, non a caso Aversa e Teverola confinano. «C’è poi – conclude De Angelis – un’azione strategica volta a coinvolgere tutti i comuni confinanti in tavoli di lavoro incentrati sul tema relativo la qualità dell’aria. Ritengo sia necessario che certe tipologie di interventi vengano concordate e condivise con i territori di prossimità, al fine di ottenere risultati più incisivi. In ultima analisi, da questo mese, partiranno le campagne di sensibilizzazione sia nelle scuole che verso la collettività, volte a promuovere nuove stili di vita orientati ad una mobilità che possa dirsi più sostenibile».

«Come ribadiamo da anni – commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – non servono misure sporadiche, ma è urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale che locale per liberare le città dalla cappa dello smog. In questo è fondamentale il ruolo della Regione nel predisporre piani e misure oltre a nuovi fondi da destinare a progetti innovativi, a partire dal settore della mobilità. Accanto alla politica regionale, le amministrazioni comunali devono avere più coraggio, essere meno timorosi nell’ applicare nuove concrete ed efficaci politiche di mobilità sostenibile».

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