Esteri

Polonia, accoltellato sul palco: muore il sindaco di Danzica

Il sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz, è morto in ospedale dopo essere stato accoltellato la sera di domenica, mentre era sul palco di un grande evento di beneficenza. Lo hanno riferito i medici che l’hanno operato per oltre cinque ore, precisando che il primo cittadino era stato colpito a cuore, diaframma e organi addominali. Le forze dell’ordine hanno arrestato un sospetto. Secondo i media locali, attorno alle 20 locali un uomo è salito urlando sul palco di un evento benefico di raccolta fondi per un’organizzazione che finanzia l’acquisto di attrezzature ospedaliere. Poi il sindaco è stato visto con le mani sull’addome.

“Nonostante in nostri sforzi, non siamo riusciti a salvarlo”, ha detto Thomasz Stefaniak, direttore del centro clinico universitario di Danzica, dove il primo cittadino era ricoverato da domenica sera. Adamowicz era stato accoltellato da un 27enne che, dal palco della manifestazione, aveva preso il megafono per urlare di essere stato incarcerato ingiustamente durante il governo di Piattaforma civica, partito di cui il primo cittadino ha fatto parte in passato.

Le condizioni del sindaco era subito apparse disperate: ferito con una lama da 15 centimetri, Adamowicz aveva riportato lesioni gravissime e diversi organi erano compromessi. Durante l’intervento sono state necessarie 41 trasfusioni di sangue. Il sindaco di Danzica era tra i più noti oppositori politici del governo populista guidato da Andrzej Duda, “alleato” di Matteo Salvini nell’ambito fronte sovranista lanciato dal ministro italiano in occasione delle elezioni europee. Adamowicz lascia la moglie e due figlie di 9 e 15 anni. Proprio Duda ha annunciato per martedì una marcia ufficiale “contro odio e violenza”.

Intanto, in terra polacca infuriano le polemiche. “Parliamoci chiaro: è avvenuto un delitto politico”, ha scritto il giornalista Jaroslaw Kurski nel suo editoriale pubblicato dal quotidiano Gazeta Wyborcza. Secondo Kurski, il gesto è nato nel clima d’odio che da tempo viene alimentato in Polonia e la cui responsabilità peserebbe gravemente su chi attualmente detiene il potere nel Paese. “Il seme dell’odio prima o poi porta i suoi frutti”, ha affermato il giornalista.

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