Carinaro

Carinaro, addio a “Cesarino ‘o paratore”. Barbato: “Se ne va un pezzo di storia del paese”

Una vita trascorsa tra la chiesa di Sant’Eufemia di Carinaro e le altre del circondario, svolgendo con dedizione e simpatia la professione di addobbatore, non solo nei luoghi sacri, ma anche in occasione delle varie feste patronali o eventi per i quali era necessario adornare un palco. E’ stata la vita di Cesare Stabile, meglio noto come “Cesarino ‘o paratore”, scomparso sabato scorso e del quale ieri, nella parrocchia di San Giovanni Battista del quartiere Savignano di Aversa, di dove era originario, sono stati celebrati i funerali.

Commosso il ricordo di Giuseppe Barbato che, in un post sul gruppo Facebook “Sono di Carinaro…e ne sono fiero”, sottolinea come Cesarino, nonostante le origini aversane, fosse un personaggio da sempre legato a filo doppio a Carinaro, scrive: “Il nostro Cesarino già proveniva da una famiglia che ha sempre curato gli addobbi in chiesa e non. Iniziando dallo zio Giovanni che negli anni ‘50 già frequentava Carinaro, è stato da sempre il curatore di tutte le nostre manifestazioni. Come non ricordare la festa patronale, gli altari per la Solennità del Corpus Domini e, se vogliamo andare negli anni addietro, la venuta del Papa nel nostro campo sportivo, la festa di accoglienza del nostro cardinale Sepe, la preparazione per la venuta delle Sante Missioni, gli addobbi per la celebrazione della festa dei Caduti di tutte le guerre, per la ricorrenza della commemorazione dei Defunti nel nostro cimitero. L’allestire i portali della chiesa o a casa del defunto lo rendeva in un certo senso parte integrante della comunità”.

“Con il sottoscritto, poi, – continua Barbato – aveva un rapporto particolare sin dalla mia famiglia sia per l’addobbo del mio palazzo quando durante la processione di Sant’Eufemia, il simulacro della Santa sostava in casa nostra; poi il matrimonio di mia zia Annina che fu preparato in casa, i cari altari che negli ultimi decenni abbiamo sempre fatto. Ebbene, il nostro interlocutore è stato sempre Cesarino. Come non ricordare il fratello Ciccio, i proverbiali duetti che facevano. La grande e filiale amicizia e collaborazione con tutti i parroci di Carinaro, in particolare con don Gennaro Morra, di cui nutriva una stima indescrivibile”.

Se n’è andato, dunque, un pezzo di storia di Carinaro: “Io – sottolinea Barbato – perdo un amico, noi tutti perdiamo una persona sempre affabile e disponibile. Alla moglie Maria, ai cari figli Elisabetta e Pasquale, ai fratelli e alle famiglie Stabile e Festa, le mie sentite condoglianze, la vicinanza in questo momento di dolore e se posso permettermi il dolore di tutta Carinaro per la perdita del suo ‘apparatore’. Riposa in pace carissimo Cesarino e grazie ancora per tutto quello che hai fatto per Carinaro. Certamente rimarrai una ferita nei nostri cuori e un ricordo indelebile della tua vita trascorsa interamente tra noi”.

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