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Maltempo, 12 vittime in Sicilia. A Casteldaccia polemica su case abusive

Devastazioni e vittime. L’ultima ondata di maltempo ha provocato un’autentica strage in Sicilia con almeno 12 morti: 9 tra cui due bimbi e un 15enne a Casteldaccia, nel Palermitano, dove un fiume in piena ha riversato un’ondata di fango e acqua che ha travolto una villetta annientando due famiglie. Un 44enne è deceduto a Vicari, sempre nel Palermitano, e una coppia di turisti tedeschi è annegata nella propria auto a Cammarata, in provincia di Agrigento. A questi si aggiunge un disperso a Corleone, un medico di 40 anni che si stava recando nell’ospedale del paese.

In Sicilia si è recato il premier Giuseppe Conte, che ha sorvolato in elicottero le zone più colpite e ha reso omaggio alle salme delle vittime di Casteldaccia. Il premier ha annunciato un Cdm in settimana per gli interventi nelle zone colpite dal maltempo e lo stato di emergenza. La Protezione Civile Regionale mantiene anche per oggi le condizioni di pre-allerta, con un bollettino diffuso che, sia per il rischio idrico sia per il rischio idrogeologico, riporta livello giallo.

Allestita nella parrocchia Madonna di Lourdes di piazza Ingastone, nel centro storico di Palermo, la camera ardente per le nove vittime della piena del fiume Milicia, morte affogate nella villa di Casteldaccia presa in affitto e risultata abusiva. I funerali saranno celebrati domani alle 11 nella Cattedrale di Palermo, come richiesto dai famigliari. L’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice si è detto “sconvolto e rattristato” per quanto accaduto e ha invitato tutti a dare una mano. Immenso il dolore dei superstiti, fra cui il commerciante Giuseppe Giordano, 35 anni, che ha visto morire la moglie, Stefania Catanzaro, 32 anni, la figlia di un anno, Rachele, e il figlio Federico, di 15 anni, che ha tentato di salvare la sorellina tenendola in alto fino a quando non e’ stato sopraffatto dalla furia dell’acqua. Morti anche i genitori di Giordano, Antonino, 65 anni, e Matilde Comito, la sorella Monia, 40 anni, il fratello Marco, 32 anni; travolti e uccisi pure il nipote di tre anni, Francesco Rughoo, e la nonna 65enne del piccolo, Nunzia Flamia. Si è salvata la figlia dodicenne di Giuseppe Giordano che era uscita prima della tragedia, insieme alla cugina e allo zio, per comprare dei dolci.

Indaghiamo per disastro colposo e omicidio colposo. Siamo nelle primissime fasi delle indagini e nei prossimi giorni, quindi, potrebbero esserci degli aggiornamenti. Al momento si procede contro ignoti”. Lo dice il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, che indaga sulla tragedia del maltempo in provincia di Palermo, che ha distrutto due famiglie. Nove i morti nella villa travolta dal fiume Milicia in piena: la casa, presa in affitto, era abusiva, come molti degli immobili lungo il tracciato del corso d’acqua. “L’abusivismo e’ il principale colpevole e lo sottolineo”, aggiunge il magistrato. “È ancora tutto da valutare. Da primissime valutazioni, però, fatte sorvolando la zona, alcune costruzioni sembra siano molto più vicina all’alveo dei 150 metri di rispetto imposti dalle norme”, dice il procuratore.

“La casa travolta dal fiume era abusiva e pendeva dal 2018 un ordine di demolizione del Comune che è stato impugnato dai proprietari dell’immobile davanti al Tar. Da quanto ci risulta ancora il Tribunale amministrativo non ha provveduto, per cui la demolizione non è stata possibile”. Lo dice il sindaco di Castedaccia, Giovanni Di Giacinto, in merito all’immobile travolto dalla piena del fiume in cui sono morte 9 persone. E alla replica da parte delle fonti giudiziarie, sul mancato abbattimento ha aggiunto: “Io non mi tiro fuori dalle responsabilita’, e’ chiaro che la mia amministrazione ha fatto nel tempo quello che poteva, con le risorse limitate che ha. Oggi noi siamo un comune in dissesto non possiamo intervenire, oltre all’ordinario, nella straordinarietà'”.

Il Tar di Palermo non ha mai sospeso l’ordine di demolizione della villetta abusiva di Casteldaccia. Il Comune, che aveva emesso il provvedimento di abbattimento, avrebbe dovuto demolire l’immobile anche se i proprietari avevano fatto ricorso altribunale amministrativo contro la demolizione. Non può sostenersi che la semplicepresentazione di ricorso sia di per sé sufficiente a bloccare l’efficacia dell’ordine di demolizione. In ogni caso, nel 2011 il giudizio al Tar si è concluso e l’ordinanza di demolizione del sindaco non è stata annullata; né il Comune si è mai costituito in giudizio. Quindi, in questi anni l’ordinanza di demolizione poteva – e doveva – essere eseguita”. Lo scrive in una nota il Consiglio di Stato e della Giustizia amministrativa. Sindaco di Altavilla Milicia: “Sul letto del fiume tutte case abusive”

Un territorio devastato dall’abusivismo. Almeno due lottizzazioni abusive, case fuorilegge con fognature che scaricano nel fiume. È il quadro descritto da Giuseppe Virga, sindaco di Altavilla Milicia, comune confinante con quello di Casteldaccia. “Da assessore e poi da sindaco – racconta – ho fatto prima segnalazioni verbali ai carabinieri, poi un esposto alla procura di Termini Imerese insieme all’ex sindaco di Casteldaccia Fabio Spatafora”.

Intanto, proseguono senza sosta le ricerche del medico palermitano Giuseppe Liotta, 40 anni, che aveva cercato di raggiungere ieri Corleone per essere regolarmente al lavoro nonostante l’allerta meteo. I carabinieri hanno trovato il giubbotto del medico in contrada Scalilli, nei pressi di Corleone.  Secondo una prima ricostruzione, il medico, che si stava recando da Palermo a Corleone per dare il cambio ai colleghi, sarebbe sceso dalla sua auto, rimasta impantanata a causa dell’acqua e del fango, e probabilmente avrebbe cercato di raggiungere a piedi l’Ospedale del Bianchi dove di lì a poco avrebbe dovuto prendere servizio. L’ultima telefonata l’ha fatta alla moglie Floriana, pediatra oncoematologa, con cui ha due figli piccoli. Ha detto di essere confuso e di non capire dove si trovasse. Ha chiesto alla moglie di lanciare l’allarme e geolocalizzarlo attraverso il telefonino. Dopo quella telefonata non si hanno avuto più notizie. L’auto, una Tiguan di colore bianco, è stata ritrovata chiusa a chiave in contrada Raviotta. In queste ore si stanno alzando i droni della polizia per sorvolare la zona.

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