Gricignano

Gricignano, Di Luise attacca il Pd: “Comitato elettorale di Guida”. La replica: “Merita espulsione”

Gricignano – “Il Pd a Gricignano da ormai un decennio è il comitato elettorale della famiglia del presidente Antonio Guida”. Diretta l’accusa mossa dal consigliere comunale Gianluca Di Luise al circolo cittadino del Partito Democratico e, in particolare, al suo storico presidente Antonio Guida. Parole che hanno innescato un botta e risposta tra l’esponente dell’opposizione consiliare, il quale è anche iscritto al Pd, e il direttivo del partito. “In qualità di iscritto e militante, oltre che di dirigente provinciale – ha detto Di Luise – avrei già dovuto chiedere il commissariamento della sezione ma per senso di responsabilità non l’ho fatto e non lo farò. Io sono per la democrazia. Tuttavia, non bisogna dimenticare quanto verificatosi nell’ultimo campagna elettorale, a mio parere un vero e proprio schiaffo alla democrazia. Senza alcun coinvolgimento dei militanti e senza divulgare in nessun modo la notizia, Guida ha deciso in piena autonomia che il partito dovesse schierarsi a favore di suo genero, candidato in occasione delle elezioni amministrative del 10 giugno scorso, nella lista civica ‘Cambiamo Gricignano’ ed oggi esponente della maggioranza consiliare”.

“Ancora più sconcertante – ha aggiunto il consigliere – è stato l’apporre cartelli e manifesti elettorali all’interno ed all’esterno della sezione locale del Pd, coprendo l’insegna esterna e la bandiera interna che rappresentano il logo del partito. Ritenevo, e ritengo ancora, quest’atto irrispettoso nei confronti di iscritti, simpatizzanti, tra cui i militanti ‘silenti’”. Di Luise ritiene che “solo una fase commissariale può finalmente mettere la parola fine allo scempio in atto da anni e far emergere le responsabilità politiche che ne derivano. Rappresenterebbe la giusta spinta a procedere con trasparenza alla delicata fase del tesseramento e del congresso (questi sconosciuti!) e non fare solo sterili comunicati stampa che nulla hanno di democratico”. “Chiesi a gran voce, in tempi non sospetti, per mettere fine a tutto questo, – ricorda il consigliere – un intervento dei dirigenti regionali volto a garantire la ‘discontinuità’ nelle persone e nei contenuti, ma come vedo nulla è stato fatto”.

A stretto giro è giunta la replica del direttivo del Pd: “Di Luise poteva risparmiarsi queste sue ultime corbellerie. Una cosa sono i limiti che ogni organizzazione politica può avere, altro è il suo mediocre intervento fatto di invettive personali”. “Sorprende non poco – continuano dal direttivo – la sua spregiudicatezza, visto che prima si è fatto un accordo personale in piena campagna elettorale e con la massima strafottenza verso il circolo di cui dice di far parte. Poi è stato in silenzio in tutto quest’ultimo periodo dopo l’esito delle elezioni, per poi uscire con un intervento a gamba tesa meritevole di espulsione nel momento in cui il partito ha ritenuto di organizzare dignitosamente il prossimo congresso di circolo. E’ veramente provocatorio il suo tentativo di mettere in risalto una fantomatica ‘conduzione familiare’ del circolo, senza aver mai contribuito in alcun modo a farci superare i nostri ‘limiti’”.

Il direttivo, poi, ci tiene a precisare “che le scelte intraprese durante la campagna elettorale sono state comunque adottate all’interno del circolo Partito Democratico, ovviamente con le giuste critiche e senza nessun accordo sottobanco da parte del presidente Antonio Guida e soprattutto con l’avallo anche dei dirigenti provinciali e regionali. Viceversa, Di Luise ha stretto un accordo personale con la lista civica (‘Si Può Fare’) di Andrea Aquilante dopo vari tentativi strumentalizzanti a 360 gradi. Ci chiediamo se è più giusto in questo momento, a fronte anche di questa tua ultima insignificante ‘sparata’ chiedere il commissariamento del circolo del Pd oppure il suo definitivo allontanamento dalla sezione”. E, in conclusione, arriva un annuncio che ha il sapore di espulsione: “Il partito nei prossimi giorni avrà modo di ritornare su quest’ennesima fastidiosa vicenda, ricorrendo anche ad iniziative drastiche al fine di preservare la dignità ed il ruolo propositivo del nostro circolo”.

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