Aversa

Aversa, De Cristofaro alle prese con gli “assessori di riferimento”

Aversa – Un consigliere “uguale” un assessore di riferimento E’ quanto sembra stia accadendo nell’amministrazione comunale di Aversa dove il sindaco, per tenere in piedi la sua maggioranza, sembra costretto ad accettare consiglieri che provengono dall’opposizione accordando loro un “assessore di riferimento”, cosa che potrebbe accadere anche con la novità creata dal passaggio ufficiale di Michele Galluccio alla Lega di Salvini che, stando agli ultimi “rumors”, rivendicherebbe un assessorato. Una scelta politica che può far comodo per tenere in piedi l’amministrazione ma che delude in maniera completa gli elettori. Giacché votare un candidato collocato in una lista ed in uno schieramento politico per poi trovarselo nello schieramento opposto non può soddisfare chi gli ha dato il voto.

I cambi di casacca non sono graditi, nemmeno nel calcio dove, per fare un esempio, il passaggio di Higuain dal Napoli alla Juve ha trasformato quello che era un idolo per i tifosi azzurri in un nemico da combattere. La stessa cosa si sta verificando nel Consiglio comunale, dove troviamo persino la presenza di un leghista, vale a dire di un consigliere che non rappresenta alcuna delle liste presenti alle ultime elezioni amministrative poichè in quella occasione la Lega Nord non era fra le scelte possibili. Se la rappresentanza di Matteo Salvini fosse stata presente sarebbe logico trovare un leghista in Assise ma la Lega non c’era, di conseguenza, se il candidato eletto consigliere prima nelle fila di Forza Italia, poi di Forza Aversa, ha ritenuto giusto traghettarsi in un partito differente che, addirittura, non era presente nella tornata elettorale sarebbe stato più giusto che si dimettesse e sì riproponesse agli elettori quale rappresentante del Carroccio alla prossima tornata elettorale. Traghettandosi in corso d’opera in un altro partito ha costretto i suoi elettori ad essere rappresentati da un partito che potrebbero non gradire, così come hanno fatto i consiglieri di opposizione che avevano dato vita alla “Federazione dei Consiglieri Moderati” passati in maggioranza, con tanto di assessore di riferimento.

Sarebbe opportuno chiedersi il perché di questi trasferimenti, ma al di là delle possibili risposte questo è il dato di fatto. Un modo di fare politica che sembra che il primo cittadino abbia necessità di accettare anche se non sembra essere finalizzato all’interesse della collettività. A questo punto, sarebbe opportuno uno scatto di orgoglio del sindaco che se deve effettuare un rimpasto in Giunta lo faccia utilizzando esclusivamente elementi in cui ripone la massima fiducia e che non siano in alcun modo collegati ne’ collegabili a partiti politici o a consiglieri. Probabilmente una scelta del genere metterebbe a rischio la tenuta dell’amministrazione ma, considerando che dalle giunte messe in campo fino ad oggi non sembra essere arrivato alcun miglioramento concreto per la vivibilità dei cittadini, meglio tentare il tutto per tutto mettendo alla prova consiglieri di maggioranza e di opposizione che in campagna elettorale hanno affermato di voler essere eletti per fare l’interesse della città.

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