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Milano, incendio in impianto rifiuti alla Bovisasca: indaga la Polizia

Si indaga sulle cause del rogo nel deposito di rifiuti a Milano, in via Chiasserini, tra i quartieri della Bovisasca e Quarto Oggiaro (leggi qui), avvenuto lo scorso 15 ottobre. Dopo che i Vigili del fuoco hanno domato le fiamme e messo i luoghi in sicurezza, ora nel capannone della Ipb Italia, praticamente distrutto dalle fiamme, la polizia sta effettuando i sopralluoghi.

In fiamme sono andati plastica e altri materiali, generando una densa coltre di fumo che, con il suo odore acre, ha invaso zone diverse della città, destando preoccupazione per l’impatto sulla salute pubblica. L’Arpa ha spiegato che la concentrazione di diossina nella zona del rogo è di 6,7 picogrammi per metrocubo/teq, e quindi si conferma l’impatto medio-basso dell’incendio rispetto a eventi analoghi come quello di Bruzzano dove il livello era 270 volte sopra il normale (98 il primo giorno, poi sceso a 0,1 il quinto). In via Chiasserini il livello più alto rispetto a quelli resi noti giovedì (in quel caso la concentrazione era di 0,5 picogrammi per metrocubo) è dovuto al fatto che con lo spegnimento la temperatura dei fumi si è abbassata e quindi ricadono prima a terra. Dipendono, inoltre, dal tipo di materiale che ha continuato a bruciare.

I rischi per la salute “sono bassi, se non inesistenti nel medio e lungo termine”, ha assicurato il direttore sanitario dell’Ats di Milano, Emerico Maurizio Panciroli, sentito in commissione al Consiglio comunale di Milano. Mentre l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha spiegato che dal monitoraggio fatto, risulta che nessuno è andato ai pronto soccorso degli ospedali milanesi a causa dell’incendio. Anche i valori di sostanze come “ossidi di zolfo, cloro, ammoniaca, acido solfidrico, elementi altamente tossici, sono stati tutti abbondantemente sotto i livelli di guardia in questi giorni – ha aggiunto Panciroli – e questo ci ha fatto pensare a non mettere in atto situazioni, anche difficili da gestire, come quelle di evacuare” le abitazioni della zona.

L’Ats pensa anche a diffondere un vademecum “con azioni utili da intraprendere subito dopo e nei giorni successivi” ad episodi come questo. L’Arpa manterrà invece i presidi per valutare l’andamento delle concentrazioni di diossine e Ipa, “fino a lunedì mattina – ha spiegato Franco Olivieri, direttore del Dipartimento Milano, Monza, Brianza -, valuteremo poi se sarà necessario proseguire”.

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