Aversa

Aversa, senzatetto “sfrattati” dai portici vicino ex Opg: il dramma degli “invisibili”

Aversa – Coperte, sacchi a pelo, materassi, cartoni. Usavano di tutto per costruirsi il proprio giaciglio. Per casa i portici della Bper, la banca di via San Francesco da Paola, di fronte all’ex Opg “Saporito”. Per terra vecchi materassi. Chi transitava da quelle parti non poteva fare a meno di notarli, soprattutto di sentire l’odore acre di escrementi, urina soprattutto. Da ieri non ci sono più. L’amministrazione comunale, a seguito di diverse segnalazioni giunte dalla scorsa estate, nella mattinata di giovedì, con la presenza degli agenti della Polizia municipale, guidati dal comandante Stefano Guarino e del consigliere comunale delegato alla Sicurezza, il leghista Michele Galluccio, ha proceduto alla rimozione delle povere masserizie e alla disinfestazione della zona. Stesso iter seguito in via Giolitti, angolo via Vittorio Veneto, a pochi passi dalla casa comunale, in pieno centro cittadino.

I nuovi poveri aversani, i moderni fantasmi che nessuno vede (o fa finta di non vedere) sono stati, però, lasciati in balìa di sé stessi. Si tratta di pochi immigrati dell’Europa dell’Est, che cercano rifugio dalla loro situazione nell’alcol. Nessuno li vede, nemmeno i servizi sociali del Comune. Nemmeno quei tanti cittadini aversani pronti a segnalare sul web la presenza fuori posto di un sacchetto di rifiuti. Dopo diversi interventi quasi diversivi, perché non si aveva il coraggio di spostarli, ieri l’ennesimo sgombero di masserizie sotto portici privati di edifici i cui residenti erano avviliti per lo spettacolo che si presentava loro con problemi anche di sicurezza quando i senzatetto li incrociavano. Non a caso sono in molti a ricordare che il pachistano arrestato qualche settimana fa per aver tentato di abusare sessualmente di un ragazzo di 14 anni all’interno del vicino Parco Pozzi, fosse stato “domiciliato” sotto quei portici di via San Francesco da Paola.

Ad essere letteralmente sfrattati, senza offrire loro un’alternativa, due donne e un uomo; un’italiana, un’ucraina e un polacco, tutti alcolizzati. Nel passato pare che il locale commissariato di polizia avesse tentato anche di infliggere loro il foglio di via, ma che non fu possibile procedere perché non c’erano i presupposti, soprattutto perché non erano pregiudicati. Lo sgombero è stato motivato con le accuse di turbativa dell’igiene e della sanità pubblica.

I servizi di assistenza sociale comunali, stando a quanto è dato sapere, sosterrebbero di non poter intervenire in quanto la loro attività sarebbe limitata solo nei confronti dei soggetti minorenni. Nonostante ciò, comunque, avevano effettuato un intervento, ma, in quella sede, avrebbero accertato che ad agire doveva essere il Sert (il servizio di tossicodipendenza) dell’Asl di Caserta perché si trattava di alcoolisti cronici. Da evidenziare anche che questi senzatetto non possono neppure più essere ospitati dalla Caritas diocesana. Dallo scorso mese di maggio, infatti, la struttura cattolica diretta dall’attivo don Carmine Schiavone non può più provvedere all’ospitalità dei senzatetto in maniera continuativa.

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