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Sardegna, sequestrata e distrutta vasta coltivazione di marijuana: arrestati due allevatori

I carabinieri del reparto Squadriglie e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Nuoro e i militari della stazione di Ortueri hanno arrestato, in flagranza di reato per coltivazione di sostanze stupefacenti, aggravata dall’ingente quantitativo, Renato Porcu, 65enne di Austis, e Vincenzo Porcu, 40enne di Teti, entrambi allevatori. Denunciate altre cinque persone: un 25enne di Ortueri, tre persone di Desulo, rispettivamente di 20, 30 e 35 anni, e un 40enne di Nuoro.

L’operazione arriva a distanza di meno di una settimana dal rinvenimento di una piantagione di circa 2mila piante di marijuana a Ollolai. In questo caso, durante uno dei tanti servizi di perlustrazione nell’agro, in un terreno difficilmente raggiungibile in località Cheressia, grazie ad un’approfondita conoscenza del territorio i militari avevano individuato da alcuni giorni, abilmente occultata tra la fitta vegetazione circostante, un’immensa piantagione di cannabis, estesa circa 5mila metri quadrati e composta da circa 3.800 piante di canapa indiana, alte fino a due metri, distribuite in filari muniti di impianto di irrigazione a goccia, alimentato da due cisterne in vetroresina.

Al fine di risalire ai responsabili, si è dato inizio ad un’attività di osservazione perdurata per diversi giorni anche con condizioni climatiche proibitive, che ha permesso nella tarda mattinata di lunedì 24 settembre di cogliere i due allevatori intenti ad innaffiare e curare la piantagione. In particolare, uno dei due era un vero e proprio guardiano a tempo pieno, che da settimane viveva nella piantagione in una piccola tenda fornita di energia elettrica attraverso un pannello solare. Alla luce del rinvenimento e da quanto emerso dai conseguenti accertamenti qualitativi sulla droga sequestrata, per i due è scattato l’arresto, in quanto ritenuti responsabili di coltivazione illegale di sostanza stupefacente aggravata dall’ingente quantitativo. Per gli altri cinque, bloccati a poche centinaia di metri dalla piantagione poco dopo il blitz dei militari, è scattata la denuncia in stato di libertà per concorso nel medesimo reato con gli arrestati, in quanto emersi a loro carico gravi indizi di colpevolezza.

I due sono stati condotti nel carcere di Massama. Le piante estirpate, per un peso complessivo al netto delle radici di circa cinque tonnellate, e il materiale rinvenuto per la coltivazione sono stati sequestrati su disposizione dell’autorità giudiziaria. La canapa, ad oggi distrutta in un idoneo impianto di smaltimento e per il cui trasporto si è resa necessaria la collaborazione dell’Ente Foreste della Sardegna, che ha messo a disposizione idonei mezzi pesanti, una volta essiccata ed immessa sul mercato illegale, avrebbe potuto fruttare circa 4 milioni di euro.

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