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Capua, degrado del ponte nuovo sul Volturno: scatta il sequestro

I carabinieri della compagnia di Capua hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, del “Ponte Nuovo sul Volturno”, situato nel centro di Capua. Le complesse e articolate indagini, anche di natura tecnica, hanno consentito di accertare la sussistenza, a livello indiziario, del delitto di omissione dei lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, da cui derivi un pericolo concreto per l’incolumità delle persone.

L’opera è un ponte in calcestruzzo armato, con struttura ad arco, realizzato intorno alla metà degli anni ’50 denominato Ponte Nuovo sul Volturno, che copre una distanza dell’alveo del corso d’acqua di 103.0 metri. Già nell’anno 2008, a seguito di un sopralluogo effettuato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Capua, è stato riscontrato un grave deterioramento strutturale della spalla del ponte lato Sud, tale da richiedere un tempestivo accertamento delle condizioni statiche del Ponte Nuovo sul Volturno. La verifica statica e sismica del “Ponte Nuovo sul Volturno”, eseguita dai consulenti tecnici di questa Procura, ha posto in luce che lo stato di degrado della struttura è particolarmente grave ed allarmante: infatti, è evidente un diffuso e consistente grado di ossidazione delle armature presenti sia nelle travi longitudinali che in quelle trasversali costituenti il graticcio. In molti casi le armature manifestano un grado di ossidazione talmente elevato da risultare oramai assenti. Tale fenomeno interessa sia le armature longitudinali che quelle trasversali.

A conferma dello stato di marcato degrado del ponte, il sindaco di Capua, il 7 settembre scorso, emetteva un’ordinanza con la quale vietava il transito veicolare. In particolare, rilevato che la competente amministrazione comunale non ha perfezionato il procedimento amministrativo, finalizzato all’affidamento dei previsti lavori di riparazione e che questo procedimento risulta, allo stato, sospeso non essendo stata comprovata, entro il termine del 30 marzo 2018, la definitiva aggiudicazione dei lavori, il giudice, accogliendo la tesi della Procura, ha ritenuto che ben può astrattamente profilarsi l’omissione dei lavori necessari a rimuovere il pericolo di rovina, dato che erano le leggi regionali a prevedere che, se non fosse stata comprovata entro il termine del 30 marzo scorso la definitiva aggiudicazione dei lavori, vi sarebbe stata la revoca del relativo contributo straordinario concesso dalla Regione Campania per finanziare tali opere.

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