Aversa

Ospedale Aversa, la dirigente Maffeo: “In un anno e tre mesi è stato fatto un lavoro enorme”

Aversa (di Biagio Russo) – Abbiamo voluto intervistare, in un periodo critico quale è quello delle ferie estive, la dottoressa Angela Maffeo, direttrice del presidio ospedaliero ‘San Giuseppe Moscati’ di Aversa, realtà di frontiera tra due province e due Asl. Alla donna poliedrica con numerosi interessi, conosciuta da anni quale protagonista dell’associazionismo e sindacale, vogliamo chiedere un primo bilancio sulle attività svolte nel primo anno di presenza al Moscati.

Un anno e tre mesi dopo. E’ questo il tempo trascorso dal giorno del conferimento ufficiale dell’incarico di direttrice dell’ospedale Moscati di Aversa. Com’è cambiato il volto dell’ospedale in questo periodo? In un anno e pochi mesi è stato realizzato un grosso lavoro. Mi è stata chiesta la disponibilità da parte della Direzione strategica dell’Asl Caserta a fine maggio 2017 e, per spirito di servizio, senso del dovere e con grande umiltà nei confronti di una responsabilità così gravosa, non potevo tirarmi indietro. L’incarico è decorso dal 1 giugno successivo. Posso senza ombra di dubbio affermare che, da quella data, insieme ai collaboratori ed al personale tutto, è stato fatto un lavoro enorme. Sin dall’inizio, con un forte incoraggiamento da parte della Direzione strategica, soprattutto nella persona del direttore sanitario, dottor Arcangelo Correra, il mandato concreto è stato quello dell’attivazione in tempi brevissimi della nuova sede del Pronto Soccorso. Dopo sette anni, nel giro di tre mesi, si è arrivati alla realizzazione di tale obiettivo con l’inaugurazione, presente il Governatore De Luca, anche della nuova Tac presso il Pronto Soccorso stesso.

Contestualmente e proseguendo nei mesi successivi, il Servizio Personale aziendale provvedeva a reperire tramite mobilità le figure infermieristiche necessarie, implementando di circa 25 unità le carenze verificatesi per quiescenza del personale. Veniva, allo stesso tempo, avviato un percorso di crescita culturale del presidio, modificando la grande disorganizzazione che mi ha accolta e la bassissima percezione del reato che scaturiva dalla superficialità e dal pressappochismo delle procedure applicate. La priorità è stata l’applicazione della normale regolamentazione di una pubblica amministrazione, ottemperando correttamente ai regolamenti aziendali, a partire dall’adozione di una modulistica uniformata a quella in uso in tutta la Asl da anni. Nel corso dei mesi, con grande difficoltà, trovando numerosissime resistenze a qualsiasi cambiamento dovute a radicate e cristallizzate consuetudini, soprattutto sindacali, è stato modificato tutto l’assetto della Direzione Sanitaria, punto nodale del controllo e della verifica degli obiettivi assegnati dal Direttore Generale. Preesistendo doppioni dei vari uffici nello stesso presidio si sta, a tutt’oggi, provvedendo ad unificare faticosamente e progressivamente gli stessi, determinando, in fase di osservazione e stretto monitoraggio, procedure uniche semplificate.

E’ stato organizzato il gruppo igienico-sanitario di Direzione Sanitaria che settimanalmente presiede all’ispezione dei reparti e delle attinenze, con notevole miglioramento della pulizia e, con l’ausilio di alcuni operatori del servizio tecnico manutentivo presidiale, della efficienza degli stessi. Purtroppo non è stato possibile far funzionare il team di Direzione di supporto al Pronto Soccorso nella corretta compilazione dei consensi informati e nell’appropriatezza delle procedure, a causa della mancata collaborazione, di alcuni dipendenti, ancora oggi spalleggiati da qualche Organizzazione Sindacale locale. E’ stato definito l’Ufficio Sdo per il controllo dell’appropriatezza e correttezza della cartella clinica. Proceduralmente il lavoro è stato molto intenso, in collaborazione con il Servizio Radioprotezione e con il Servizio di Prevenzione e Protezione aziendali, per la tenuta e finalmente per l’aggiornamento in progress della documentazione relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro e dell’Antincendio. Ci si è adoperati, speriamo di esserci riusciti, per il miglioramento dell’accoglienza dell’utenza anche strutturalmente: il primo passo è stata la riqualificazione del reparto di oncologia, all’epoca relegato in pochi metri quadrati, e nella completa inosservanza delle norme di sicurezza. Attualmente, dopo una velocissima fase progettuale, stanno per essere avviati i lavori dell’Umaca (Unità di manipolazione farmaci chemioterapici) fortemente voluta dal direttore generale, dottor Mario de Biasio.

La seconda problematica affrontata è stata la pulizia delle aree esterne, biglietto da visita fino ad allora negativo, che da occasionale qual era, viene ora espletata con regolarità. La parte più visibile del cambiamento è stata l’installazione della nuova reception che ha permesso facile accessibilità all’ufficio accettazione ricoveri ed al front-office con una resa più efficace e moderna per l’utenza. La hall, che ha ospitato anche eventi culturali e presenta una libreria Pronto Soccorso Lettura, donazione di una associazione locale e di numerosi cittadini che offrono libri all’ospedale, è stata successivamente arricchita di un Infopoint che, per il momento, è dedicato allo screening, in modo particolare a quello del ca del colon retto con distribuzione e ritiro dei kit previsti, ma che, dal prossimo settembre, sarà ampliato come punto informativo su tutti i servizi che il presidio offre. In concomitanza con l’attivazione della rete per l’Infarto Miocardico acuto, è poi venuta, la sistemazione dell’area parcheggio anteriore con razionalizzazione degli stalli per i disabili, per le ambulanze che accedono all’Utic ed alla sala Emodinamica, e per le donne gravide, come in tutti gli ospedali che si rispettino. Punti critici presenti erano anche l’Archivio Cartelle Cliniche e la Sala Mortuaria entrambe collocate nel piano seminterrato del presidio. L’archivio è stato spostato come ufficio al piano rialzato, nei locali del vecchio Coordinamento Infermieristico, più facilmente raggiungibile per l’utenza, e come archivio vero e proprio, non più soggetto a continui allagamenti in caso di pioggia come in precedenza, in alcuni locali riqualificati e messi in sicurezza del seminterrato.

L’unico handicap che ancora oggi rimane è il personale dell’archivio che mantiene ancora qualche abitudine inveterata ma sono fiduciosa sull’operatività del personale nuovo arrivato. La sala mortuaria, è stata sottoposta a lavori di riqualificazione e soprattutto, nelle more dell’avvio in tempi brevi dei lavori progettati appositamente dall’Asl, di pulizia approfondita, completamente trascurata precedentemente. Altro fiore all’occhiello è stata la sistemazione e il ripristino della vecchia sala riunioni della Cardiologia che, avendo accesso dall’esterno. I locali della V. L’ammodernamento del presidio è programmato centralmente dalla Direzione generale dell’azienda e prosegue quotidianamente sia strutturalmente che con procedure atte al reclutamento del personale Dirigente e del comparto in maniera di mantenere al passo con i tempi i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi dovuti.

Cosa vuol dire per lei ricoprire questo ruolo di così grande responsabilità, visti soprattutto i continui attacchi mediatici che ad ogni iniziativa si ripresentano? Io sono un dirigente medico dipendente dell’Azienda Sanitaria e pertanto opero nel rispetto delle direttive aziendali secondo i regolamenti dell’azienda sanitaria e della normativa regionale e nazionale. Iniziative autonome e politica sanitaria non mi appartengono ma rimangono e sono prioritariamente competenza della Direzione strategica aziendale. Gli attacchi purtroppo sono all’ordine del giorno perché chiaramente spesso si vanno a sfiorare privilegi e consuetudini annose, e la resistenza al cambiamento, seppur positivo, è sempre molto forte. Bisogna lavorarci un poco in più, evitando come dice una mia collega ed amica” di fare la fine della rana bollita” e cioè di non accorgersi del degrado e dell’inefficienza che potrebbe circondarci.

Di sfondo all’incarico ottenuto, oltre 30 anni di professione medica di cui almeno 20 nel Ssn e una presenza nel campo sindacale da rappresentante della Cgil Medici Asl Caserta e componente del Consiglio Direttivo della Cgil Fp di Caserta. Quanto conta il fattore esperienza nella gestione di un Presidio ospedaliero? L’esperienza ha grandissimo valore soprattutto se si considera il Know how acquisito. Il rigore formale deriva da anni di servizio, quale igienista e medico del lavoro, al Dipartimento di Prevenzione nel campo statistico epidemiologico e della vigilanza nei luoghi di lavoro. L’interesse per la gestione manageriale delle strutture sanitarie ha radici non proprio recenti: già dal 1995 la sottoscritta ha frequentato numerosi corsi ed ha partecipato, anche come docente e/o tutor, a numerosi corsi di organizzazione e gestione delle strutture sanitarie presso l’Università Cattolica, l’Università di Siena, la Bocconi, L’Università di Tor Vergata etc, a numerosi corsi presso l’Istituto Superiore di sanità, in collaborazione con il Cdc di Atlanta e la regione Campania sulla organizzazione dei Servizi Sanitari A tutt’oggi proseguo il mio aggiornamento con il master, pagato a mie spese, della professoressa Triassi. Mi interessava l’esperienza gestionale nuova del presidio ospedaliero, quale arricchimento esperienziale e quale completamento di un percorso lavorativo a 360 gradi. Ho raccolto religiosamente tutte le critiche, mosse soprattutto da problematiche poco canoniche, cercando di far tesoro dei suggerimenti di chicchessia ma, chiaramente, la specificità tecnico-professionale delle singole branche del presidio sono proprie dei Direttori di reparto e non appartengono al Direttore Medico di presidio che ha altre specifiche codificate competenze e responsabilità.

L’esperienza sindacale, mi è servita idealisticamente per pensare di lasciare un mondo più equo ai nostri figli e per dare un contributo migliorativo al servizio offerto ai pazienti. Continuo a parlare di pazienti e non di utenti perché in questo ospedale arrivano persone che soffrono, magari non solo fisicamente, ma che hanno bisogno di assistenza, sicuramente per deprivazione sociale. Il concetto di salute dell’Oms quale benessere psico fisico e sociale si mostra nella sua interezza frequentando il presidio ospedaliero di Aversa: spesso, insieme a Don Luciano, il nostro cappellano, ed all’assistente sociale, dobbiamo occuparci di collocare clochards o senza casa, che scelgono l’ospedale come loro abitazione. Abbiamo stretto un protocollo d’intesa con la Caritas di Aversa per il ritiro dei pasti rimasti inutilizzati perché avevamo la fila fuori della cucina con conseguente presenza di spazzatura e di persone estranee al personale.

Da referente della Consulta Femminile della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sezione provinciale di Caserta, quali passi in avanti vuole fare il Moscati da un punto di vista oncologico? Qual è la situazione attuale? Lei continua a farmi domande di programmazione e politica sanitaria di competenza della Direzione strategica aziendale e non della Direzione Medica di Presidio. Il campo dell’associazionismo e nella fattispecie quello oncologico e delle pari opportunità fa parte del mio background da molti anni. Una ventina di medici di questo ospedale mi hanno fatto pervenire formale richiesta di costituzione di un gruppo per le pari opportunità e, previa autorizzazione del Direttore Sanitario, ne ho parlato con la dott.ssa Quintili del Cug aziendale e con la dottoressa Sapone, consigliera di parità della provincia, al fine di verificarne i riferimenti normativi.

La Lilt ha in essere una convenzione con l’Azienda Sanitaria Caserta già da diversi anni e ultimamente abbiamo organizzato il Percorso Azzurro, una giornata di prevenzione del tumore della prostata. Come dicevo prima è attivo un infopoint screening e speriamo che con l’attuazione della rete oncologica regionale anche il Moscati possa entrare a far parte dei centri di riferimento regionale. Nel campo oncologico i professionisti del Moscati in questo settore sono conosciuti ed all’avanguardia, la Ginecologia, la specialista urologa, l’Ematologia, Il Servizio Immunotrasfusionale con l’introduzione della biopsia liquida, l’Anatomia Patologica con le nuove metodiche per la ricerca degli antigeni tumorali, la Radiodiagnostica con le moderne tecnologie a disposizione, rappresentano un riferimento pubblico importante. Un contributo importante viene dato anche nel campo delle malattie cronico degenerative con la somministrazione di farmaci ad alto costo per i pazienti con Sla e altre malattie rare quale unico centro aziendale.

Su cosa si concentrerà maggiormente il suo operato a partire dal prossimo settembre? Spera in una cooperazione con la politica anche locale? Siamo operativi anche in questo mese di agosto sia sugli obiettivi che a cascata debbono arrivare in tutti reparti sia sulla risistemazione di alcune strutture, specialmente gli ambulatori per l’avvio delle ristrutturazioni previste dalle delibere di recente pubblicate all’albo pretorio aziendale. La cooperazione con la politica non compete al Direttore Medico di presidio ciò non toglie che abbiamo ricevuto attestati di stima e vicinanza da parte di numerosi politici i quali hanno constatato il significativo cambiamento.

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