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Ex lavoratori Apu, al via colletta per chi vive in stato di indigenza

Mesto Ferragosto per molti lavoratori che hanno aderito ai progetti Apu (Attività di pubblica utilità). In attesa che Ministero del Lavoro e Regione Campania pongano fine al rimpallo di responsabilità sulle pelle di 2.600 famiglie, avviando procedure concrete per la proroga dei progetti o eliminando il divieto di partecipare ai nuovi bandi per coloro che hanno preso parte a quelli precedenti, e dopo la manifestazione di inizio agosto a Roma presso il dicastero presieduto dal vicepremier Luigi Di Maio, in parecchi devono fare i conti con il ritorno ad una condizione di assoluta assenza di lavoro e sostegno economico.

Sono i lavoratori che hanno terminato i progetti presso i Comuni, per i quali le Attività di pubblica utilità rappresentavano l’unica reale possibilità di dare speranza alle loro famiglie e avere una vita dignitosa. Dopo sei mesi in cui hanno dimostrato professionalità e competenza, coprendo servizi per cittadini e comunità, dalla manutenzione di strade e scuole, al giardinaggio, dalle attività in uffici e biblioteche comunali, ai lavori in occasione di manifestazioni sportive e culturali, ricevendo pubblici elogi dai Sindaci, è iniziato per loro un lungo periodo in cui devono fare i conti con forti ristrettezze economiche. La situazione è grave soprattutto per una decina di lavoratori e relative famiglie che, non potendo più partecipare a nessun altro progetto di politiche attive o formativo e non avendo alcun reddito, vivono in condizioni di assoluta indigenza. In loro aiuto è giunta la solidarietà dei lavoratori Apu che stanno proseguendo nei progetti (anche per quest’ultimi si avvicina, purtroppo, il momento della scadenza).

È stata fatta una colletta per chi è in difficoltà, in modo da permettere loro di poter risolvere le quotidiane necessità di una famiglia, dall’acquisto di generi alimentari, al pagamento delle utenze. Naturalmente si tratta di una soluzione tampone e momentanea, nata dal sostegno di altri lavoratori Apu che tra qualche settimana rischiano di trovarsi nelle stesse condizioni dei loro colleghi. Per tale motivo urge una risposta alle richieste avanzate in diverse occasioni dagli stessi lavoratori e dai Sindaci alla Regione Campania e al Ministero del Lavoro. Più passa il tempo più aumenta la preoccupazione dei lavoratori Apu, certi di non avere alcuno spiraglio per il loro futuro e quello delle proprie famiglie.

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