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Crollo Genova, L’Espresso: “Corrosione era nota a Ministero e Autostrade”

“L’Espresso: corrosione era nota da febbraio a Ministero e Autostrade” – Nell’ambito dell’inchiesta sul crollo, gli uomini della Guardia di finanza si sono presentati negli uffici del provveditorato delle Opere pubbliche di Genova. Le Fiamme gialle potrebbero acquisire anche il verbale della riunione dell’1 febbraio 2018 con cui il provveditorato alle Opere pubbliche di Genova rilasciò il parere obbligatorio sul progetto di ristrutturazione del ponte Morandi presentato da Autostrade e di cui parla l’Espresso. Secondo il settimanale, fin da febbraio 2018 la gravità della corrosione dei tiranti alle pile 9 (quella crollata) e 10 del ponte autostradale Morandi era nota al ministero delle Infrastrutture e a Società Autostrade. Il parere su quell’intervento è firmato da Roberto Ferrazza e Antonio Brencich, nominati presidente e membro esperto della Commissione d’indagine del governo. L’Espresso evidenzia come “almeno 7 tecnici, 5 dello Stato e 2 dell’azienda di gestione, sapevano che la corrosione alle pile 9 e 10 aveva provocato una riduzione fino al 20% dei cavi metallici interni agli stralli, i tiranti di calcestruzzo che sostenevano il sistema bilanciato della struttura”. E che nel progetto di rinforzo presentato da Autostrade erano stati rilevati “alcuni aspetti discutibili per quanto riguarda la stima della resistenza del calcestruzzo”.

Ipotesi crollo causato da carroponte – Tra le ipotesi delle cause che hanno portato al crollo del viadotto spunta anche quella legata al carroponte che fu montato sulla struttura per eseguire dei lavori. Lo spiega Antonino Saggio, architetto e urbanista, docente di Progettazione Architettonica e Urbana all’Università La Sapienza di Roma. “Il carroponte, struttura che ha un peso nell’ordine di alcune tonnellate, montato per i lavori che erano già in corso da aprile sulla soletta del ponte, potrebbe aver avuto un ruolo nel crollo del viadotto Morandi”, ha detto Saggio. “I lavori in corso in edilizia possono diventare una concausa, se non una causa di un crollo, quando si ha a che fare con un corpo già ‘malato’, come in questo caso. Mi chiedo se una delle cause della tragedia di Genova possa essere stato il peso di molte tonnellate del carroponte in acciaio sulla struttura. E mi chiedo anche come mai nelle varie concause segnalate dalla commissione non venga citata la presenza del carroponte e di importanti lavori in atto al momento del crollo”.

Ponte “scricchiola”: stop recupero beni per sfollati – Scricchiolii sono stati uditi nelle ultime ore provenire dal moncone est del ponte Morandi, a Genova, e per questo motivo, in via precauzionale, i Vigili del fuoco hanno deciso di interrompere le operazioni di recupero delle masserizie e degli oggetti personali dalle abitazioni evacuate. A dare l’allarme sono stati alcuni cittadini. La zona rossa rimane interdetta anche ai mezzi di soccorso in attesa dei risultati delle verifiche. Le prime verifiche hanno escluso che fossero rumori causati dal vento e sul posto sono stati attivati accertamenti tecnici. Intanto, oggi saranno consegnate le prime case agli sfollati, come annunciato domenica dal presidente della Liguria, Giovanni Toti, sulla propria pagina Facebook. “Stiamo lavorando giorno e notte per dare a tutti una sistemazione confortevole”, ha assicurato Toti.

Toninelli: Conveniente nazionalizzare Autostrade” – “L’eventuale nazionalizzazione di Autostrade sarebbe conveniente: ricavi e margini tornerebbero in capo allo Stato attraverso i pedaggi, da utilizzare per rafforzare qualità dei servizi e sicurezza delle nostre strade”. Lo dice il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, dopo il crollo del ponte di Genova. “La politica – aggiunge – ha abdicato dal ruolo di controllore, ma la responsabilità sulla tenuta delle opere è del concessionario”. In un’intervista al Corriere della Sera, Toninelli ha ribadito la richiesta di dimissioni dei vertici di Autostrade: “Come si può pensare che i vertici di un’azienda che non è stata in grado di evitare una strage, facendo ciò che per contratto era obbligata a fare, cioè la manutenzione, possano rimanere al proprio posto? E’ semplicemente disumano”. Il ministro a 5 Stelle ha poi sottolineato come “in un Paese civile, non sarebbero nemmeno da chiedere”. Interpellato sulla Gronda che tanto ha fatto discutere prima e dopo il crollo del ponte Morandi, Toninelli ha precisato: “È in corso l’analisi costi benefici. Non abbiamo pregiudizi, ma solo la volontà comune di fare bene senza sprecare un solo euro”.

Pedaggio gratis su rete genovese – A partire dalle ore 11 di oggi Autostrade per l’Italia non richiederà alcun pagamento del pedaggio sulla rete genovese. Il transito in autostrada diventa quindi gratuito per chi viaggia sui seguenti percorsi e viceversa: Genova Ovest – Genova Bolzaneto, Genova Pra’ – Genova Aeroporto, Genova Pra’ – Genova Pegli, Genova Pegli – Genova Aeroporto. Inoltre, con una dichiarazione (recandosi presso i Punto Blu di Genova Ovest e Genova Sampierdarena, oppure scrivendo a info@autostrade.it) coloro che hanno pagato il pedaggio sulle stesse tratte a partire dal 14 agosto, giorno del crollo del ponte Morandi, potranno chiederne il rimborso. Ai possessori di Telepass i transiti a partire dal 14 agosto sulle tratte in questione non verranno fatturati, senza che ci sia bisogno di alcuna azione da parte loro.

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