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Scontrino contro gay, ristorante licenzia cameriere e riceve minacce via social

Dopo aver cenato in un ristorante del centro di Roma e chiesto il conto si sono visti dare dal cameriere uno scontrino “omofobo” che, oltre al prezzo, riportava la frase “Si Frocio”. Una coppia gay della Capitale ha denunciato l’episodio alla “Gay Help Line” che gli ha offerto anche supporto legale. I due si erano recati giovedì scorso alla “Locanda Rigatoni”, vicino piazza San Giovanni, per cenare. La coppia ha ordinato dei primi, chiedendo di sostituire del pecorino con del parmigiano. Alla fine della cena, quando è arrivato lo scontrino, hanno trovato scritto sullo scontrino: “…NO  Pecorino…SI Frocio…”.

I ragazzi hanno fanno notare al cameriere che tale scritta non era divertente, ma quest’ultimo, ridendo, ha spiegato che era stato un errore del computer. Uno dei due fidanzati ha fatto presente che l’atteggiamento del cameriere era infantile ed insultante. A quel punto è intervenuta la proprietaria, ribadendo che era stato un problema del computer, cercando di minimizzare. Solo circa mezz’ora di discussione, secondo quanto riferito dalla coppia, la proprietaria, senza mai chiedere scusa, ha detto che non avrebbe fatto pagare il conto. Come se non bastasse, il cameriere è tornato lamentandosi con i ragazzi “per avere fatto una brutta figura con gli altri clienti”.

All’indomani dell’episodio, salito alla ribalta delle cronache nazionali, la proprietaria del ristorante ha comunicato il licenziamento del cameriere, dichiarandosi molto dispiaciuta per l’accaduto. “Non siamo un locale di persone omofobe, – ha ribadito la ristoratrice – mi spiace che questo episodio debba infangare il nostro nome”. Il giovane cameriere, poco più che ventenne, lavorava saltuariamente in quel locale, solo nei giorni con più prenotazioni. “La vicenda dello scontrino ci offende come imprenditori, come lavoratori e come cittadini. Le conseguenze di un atto inqualificabile di una persona, che è stata prontamente allontanata, stanno coinvolgendo le famiglie nostre e dei nostri lavoratori”, scrivono i titolari in un post sul profilo Facebook del ristorante. E colgono l’occasione per rinnovare “la nostre scuse alla coppia coinvolta in questa spiacevolissima vicenda” e per rinnovare l’invito ad “un confronto ed un percorso condiviso con la comunità Lgbt, in modo tale che episodi vergognosi come quello capitato non possano e non debbano più ripetersi”. La vicenda ha travolto i titolari del ristorante, tanto da subire anche telefonate volgari, parole violente e anche minacce di morte e di danneggiamenti sui social. Davanti al locale, rimasto chiuso domenica proprio a causa della situazione creatasi, è apparso anche uno striscione (subito rimosso dai ristoratori) firmato da Forza Nuova: “Licenziato dalla vostra omofollia”, in riferimento al licenziamento del cameriere e quindi a giustificazione del contenuto dello scontrino.

“Ringraziamo le migliaia di persone che civilmente hanno esposto la propria protesta sul web, in merito al brutto episodio consumatosi nella locanda Rigatoni a scapito di una coppia gay. – dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce di ‘Gay Center’ – Se ci sono state delle minacce di morte fatte al ristorante, invitiamo i proprietari a fare le denunce del caso, perché se accadute sono azioni illecite che non appartengono alla nostra comunità e da cui prendiamo le distanze; in merito al personale – aggiunge – riteniamo che anche la responsabile che ha continuato ad offendere i ragazzi, ripetendo che l’offesa fosse stata generata dal pc, non sia idonea a ricoprire tale ruolo”. “Le azioni legali e le sanzioni dovranno avvenire come previsto dalla legge, mentre per il personale che non hanno fatto parte dell’azione omofoba, come abbiamo già fatto molte volte e la settimana scorsa con oltre 50 dipendenti ed esercenti di Roma Centro, siamo disponibili a fare gratuitamente corsi di formazione contro l’omofobia”, conclude Marrazzo.

Condanna anche dal Comune di Roma. “Gravissimo l’episodio di omofobia. Condanniamo apertamente ogni forma di discriminazione e scherno lesive di dignità e libertà personali”, dichiarano, in una nota congiunta, Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale, e Flavia Marzano, assessore alla Roma Semplice. “Saranno avviate in ogni caso le opportune verifiche”, annunciano i due esponenti della giunta Raggi.

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