Aversa

Aversa, si riunisce il Consiglio: mensa, doppi turni, indennità, vendita beni comunali

Genitori sul piede di guerra per un servizio di mensa che ritengono sia svolto senza controlli e per timore che per i bambini del Secondo Circolo inizino l’anno così come l’hanno concluso: con i doppi turni, a causa della chiusura del plesso Sant’Agostino; consiglieri di opposizione che protesteranno per la mancata messa in discussione della mozione di Carmine Palmiero che faceva voto del dimezzamento delle indennità degli amministratori e con il risparmio manutenere le strade; varo del secondo incanto per la vendita di tre beni comunali con l’intento di fare cassa; la presa d’atto della consegna dell’ex caserma dei Vigili del fuoco da parte della Provincia per la realizzazione di un parcheggio al servizio della vicina cittadella giudiziaria.

Si preannunzia una seduta di Civico consesso ‘scoppiettante’ quella in programma, in prima convocazione questa mattina, 4 giugno. Un appuntamento che, quasi certamente, slitterà a domani, quando è prevista la seconda convocazione. Sono beni appetibili e l’amministrazione pensava di far cassa per la loro vendita. Invece, l’asta per la vendita a privati della Casa del Fascio, di un appartamento e un locale commerciale è andata, nel gennaio scorso, sorprendentemente, deserta. La scelta operata in sede di approvazione degli equilibri di bilancio in consiglio comunale il 20 luglio scorso, rischia, quindi, di avere serie ripercussioni se anche il secondo incanto, che prevede una riduzione del 10% rispetto al prezzo a base d’asta. I tre immobili sono stati oggetto di tre offerte individuali.

Scendendo nei particolari, non meno di un milione e duecentomila euro erano previsti dalla vendita del fabbricato di via Roma 222, zona ipercentrale, conosciuto come Casa del Fascio. Si tratta di un immobile non occupato, composto da due piani fuori terra oltre al sottotetto, con struttura portante in muratura, composto da due distinte unità immobiliari. La prima in discreto stato d’uso, ubicata al primo piano, di superficie pari a circa 190 metri quadrati. La seconda, in mediocre stato d’uso, al secondo piano, di superficie pari a circa 600 metri quadrati coperti e terrazzo di circa 95 metri quadrati. Il tutto oltre al sottotetto, alla scala e all’androne coperto di circa 64 metri quadrati comuni alle due predette unità. Immobile che non viene utilizzato da tempo e che l’amministrazione ha ritenuto giusto alienare. 190mila euro, invece, la base d’asta per un appartamento, anch’esso centralissimo, in via Garibaldi al civico 10, con una superficie lorda di 100 metri quadrati, posto al primo piano, composto da due camere, accessori e balcone. L’appartamento è abitabile e non è occupato. Sempre in via Garibaldi, ai civici 6 e 8, in vendita, con importo a base d’asta di 362mila euro, in vendita un locale commerciale ubicato la piano terra ed ammezzato di superficie lorda di 126 metri quadrati.

Nonostante si tratti di ‘gioielli’ che non dispiacerebbero a molti, sia per abitazione che per investimento, il dirigente responsabile del procedimento non ha potuto far altro che, alla scadenza, prendere atto della mancanza di offerte. Una situazione che verrà ufficializzata in questi giorni con la pubblicazione sull’albo pretorio dell’Ente del verbale di gara deserta.

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