Aversa

Aversa, la chiusura della chiesa di Sant’Antonio cancella anche la festa liturgica

Aversa – L’inerzia dell’amministrazione comunale cancella la tradizione. Accade per quella legata alla devozione di Sant’Antonio da Padova, la cui festa liturgica oggi viene celebrata nella chiesa della Madonna Addolorata, non più nel complesso conventuale di Sant’Antonio al Seggio. Un complesso ed una chiesa che sono stati i primi al mondo dedicati al santo di Padova essendogli stati dedicati nel 1231, l’anno stesso della morte e santificazione.

Chiusa dal novembre del 2017, chiesa e complesso conventuale presentano evidenti danni strutturali che la mettono a rischio di crollo. Tant’è che i frati, per libera scelta, per prevenire tragedie avevano dichiarato la chiusura a tempo indeterminato del complesso per inagibilità, sollecitando l’intervento delle istituzioni per prevenire possibili tragedie. In particolare, si erano rivolti alla prefettura dove ha sede il rappresentante del governo responsabile del fondo edifici di culto, proprietario del complesso e all’amministrazione comunale. Ad oggi, tranne proclami di interventi pubblicati dai media da parte del primo cittadino, dell’assessore alla cultura Alfonso Oliva, dell’esponente del Pd, Marco Villano, e una raccolta di firme organizzata da Campania Libera, nulla è stato fatto.

Neppure l’intervento dei mezzi di informazione regionale come il Tg Campania che ha portato alla luce il problema interessando direttamente il responsabile casertano del fondo edifici di culto, ha dato esito Così, ad oggi, convento e chiesa restano chiusi e quella che è stata una tradizione secolare della città oggi scompare, perché la celebrazione della festività liturgica di Sant’Antonio verrà effettuata nella chiesa della Madonna Addolorata. Ma non è solo la tradizione ad aver perso un grosso tassello.

C’è anche l’aspetto monumentale, artistico culturale della città che ne risente. Quella stessa città che ha voluto fortemente aprire al pubblico la casa che ha visto i natali di Domenico Cimarosa sembra disinteressata alla perdita di un tesoro d’arte quale è il complesso monumentale di Sant’Antonio, ricco di dipinti di autori famosi  che viene vigilato essenzialmente da privati cittadini che fanno parte della congregazione la cui sede era proprio all’interno del complesso dove , tra l’altro, si effettuavano anche attività sociali come la prevenzione del tumore del seno ed un oratorio per i ragazzi della zona che oggi hanno come unica alternativa la strada.

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