Aversa

Aversa, incendio in area Texas: M5S chiede ordinanza contro il degrado

L’incendio che si è sviluppato l’11 giugno scorso nell’area ex Texas che ha avvolto la città in una nube nera è stato il motivo per il quale, per la seconda volta (la prima analoga richiesta fu protocollata nel novembre del 2016), il Movimento 5 Stelle, attraverso la sua portavoce Maria Grazia Mazzoni, ha presentato al Comune di Aversa un’istanza al fine di attivare ogni e più idonea attività di indagine anche attraverso la segnalazione alla Asl e al Dipartimento Arpac di Caserta del grave degrado in cui versa la zona, finalizzata alla emissione di apposita ordinanza finalizzata alla rimozione e smaltimento di rifiuti abbandonati nell’area di viale Kennedy. Nell’istanza si denuncia il degrado ambientale in cui versa l’ex sito industriale per dar voce al grave disagio lamentato dai tanti cittadini aversani, residenti nella zona densamente abitata, che assistono inermi allo scempio ambientale che sull’area si sta consumando, con gravi ripercussioni sulla salute e sull’igiene pubblica.

L’area ex Texas Instrument, già proprietà della Yorik srl, successivamente rilevata da una società facente capo al Gruppo Cesaro (Esseci srl), si presenta ormai da circa 15 anni abbandonata a se stessa e, nel tempo è diventata un deposito a cielo aperto per lo sversamento di rifiuti di ogni tipo. L’area industriale, vero gioiello di architettura industriale, progettata dall’illustre Pier Luigi Nervi, presenta un evidente stato di abbandono con il vastissimo terreno circostante, totalmente incolto, la cui vegetazione è cresciuta a dismisura, è diventato sito di sversamento di rifiuti di ogni tipo, ivi comprese carcasse di animali. Anche gli alberi di alto fusto rimasti, mai censiti, e, che avrebbero potuto costituire una risorsa di verde per il comune di Aversa, ormai tendono a cadere anche per la mancanza di qualsiasi intervento manutentivo di potatura come richiesto dalle norme civilistiche e a tutela del verde pubblico e privato. Inoltre va ricordato che a ridosso di tale zona sorgono attività commerciali (con relativi depositi) che trattano generi alimentari, nonché una scuola per l’infanzia.

Nell’istanza presentata dal M5S, nel novembre del 2016 e oggi protocollata di nuovo, si legge: “È indispensabile, pertanto, un intervento urgente volto a ripristinare condizioni di igiene e sicurezza, mantenendo poi l’area costantemente controllata, con periodici interventi di pulizia, disinfezione, disinfestazione e manutenzione a tutela dell’incolumità, dell’igiene e della salute pubblica. La zona è purtroppo interessata da sversamento indiscriminato di rifiuti, anche e soprattutto perché la proprietà dell’area non è mai intervenuta a ripristinare tratti di recinzione che mancano del tutto o sono gravemente logori (soprattutto nella zona sud) e quindi consentono il facile accesso a malintenzionati che hanno fatto sì che l’area divenisse simile ad una discarica a cielo aperto con grave pregiudizio per la salute dei cittadini per l’igiene pubblica e per il decoro urbano”.

Ancora: “Premesso che l’articolo 50, comma 4, del decreto legislativo 267/2000 (Tuel), stabilisce che il sindaco esercita le funzioni attribuitegli quale autorità locale nelle materie previste da specifiche disposizioni di legge, e il cui comma 5 prevede in particolare che: in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, questi quale appresentante della comunità locale adotta le ordinanze contingibili e urgenti. Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, numero 152, e ss.mm.ii. – parte IV- Norme in materia di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati, all’articolo 192 impone il divieto generale di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sul suolo o nel suolo, e prevede, in caso di violazione del divieto che si disponga con ordinanza la rimozione, l’avvio al recupero o lo smaltimento dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi”.

I pentastellati, quindi, invitano il sindaco “ad attivare ogni e più idonea attività di indagine anche attraverso la segnalazione alla Asl e al Dipartimento Arpac di Caserta del grave degrado in cui versa la zona, finalizzata alla emissione di apposita ordinanza. In particolare, a tutela dell’igiene, della incolumità e della salute pubblica, si obblighi la proprietà, con apposita ordinanza, a provvedere a tutti gli interventi di pulizia, e per l’esattezza, indicare nell’apposita ordinanza che tali interventi dovranno obbligatoriamente essere effettuati con cadenza mensile, effettuare verifica tecnica dell’area, con censimento di materiale contenente amianto e conseguente segnalazione alle competenti autorità territoriali (Asl, forze dell’ordine) affinché si provveda alla rimozione nelle modalità stabilite dalla vigente normativa, effettuare verifica dell’area per l’individuazione di rifiuti sversati ed emanazione di apposita ordinanza di rimozione e smaltimento a carico del proprietario”.

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