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Migranti, nave Lifeline può entrare in acque maltesi ma non può attraccare

Può entrare nelle acque territoriali di Malta ma non può attraccare. Dopo 8 giorni in mare aperto, continua l’odissea della nave Lifeline con a bordo oltre 230 migranti salvati il 21 giugno davanti alle coste libiche. Tra loro, “molti hanno bisogno di cure mediche intensive” ha denunciato la Ong nella notte sollecitando un intervento delle autorità al fine di ottenere il via libera per entrare in porto. La Valletta però aspetta rassicurazioni circa la redistribuzione dei migranti. Secondo l’accordo raggiunto tra i Paesi europei, migranti e i rifugiati saranno ridistribuiti tra Italia, Francia, Portogallo e la stessa Malta. Nell’accordo rientra anche la Germania che, però, non ha ancora dato l’ok definitivo: 2Sono in corso colloqui” fa sapere il portavoce della cancelliera Merkel. Proprio questo mancato via libera da parte di Berlino avrebbe causato la permanenza della nave Lifeline in mare.

E’ stato il portavoce della Ong in prima a puntare il dito contro il ministro dell’Interno tedesco Seehofer, accusandolo di avere impedito finora alla Germania di partecipare all’accordo e accogliere una quota dei profughi. Anche la Spd tedesca contesta la ‘linea unilaterale’ del ministro che rischia di provocare un ‘effetto domino’ nell’Ue, e minaccia nuove elezioni in Germania. In vista del vertice del 28 e 29 giugno a Bruxelles, il presidente del consiglio Conte illustra alle Camere le proposte sui migranti che porterà al Consiglio europero: “Le coste italiane sono coste europee, va superato il Trattato di Dublino” afferma. Poi, ritwitta un tweet del ministro Toninelli che parla dell’arrivo a Malta della Lifeline e lo definisce una “grande vittoria per l’Italia che può diventare un vittoria per tutta l’Europa”.

Nelle stesse ore arriva un appello sottoscritto dalle ong di Italia e Malta in difesa “della protezione della vita e della dignità umana”. “Pur comprendendo il bisogno di chiarire le responsabilità legali relative alla situazione, vogliamo sottolineare come la protezione della vita e della dignità umana debbano, in casi come questi, rimanere la priorità principale. Al fine di preservare l’integrità delle leggi marittime internazionali, secondo le quali il soccorso deve essere garantito a chiunque in caso di emergenza in mare – si legge nella nota congiunta delle ong – riteniamo fondamentale che le autorità costiere coordinino gli sforzi per assicurare uno sbarco immediato in luogo sicuro, come da obblighi derivanti dalle norme internazionali”.

In calce al documento, le forme delle ong: Aditus foundation, African Media Association Malta, Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi), Concord Italia, Coordinamento Italiano Ngo Internazionali (Cini), Cospe Onlus, Foundation for Shelter and Support to Migrants, Integra Foundation, Jesuit Refugee Service Malta, Kopin, Libico, Link 2007, Malta Emigrants’ Commission, Migrant Women Association Malta, Moviment Graffitti, People for Change Foundation, Platform of Human Rights Organisations in Malta (Phrom), Sos Malta, Skop, Terre des Hommes – Italy.

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