Napoli

Napoli, Formazione: la proposta di MLA: “Una black-list degli Enti furbetti”

Una black-list e una grey-list che permetta all’utenza di poter scegliere con maggiore consapevolezza quale scuola di formazione scegliere per il proprio percorso formativo. È l’idea lanciata dal Movimento Libero e Autonomo (sindacato di categoria degli enti formativi in seno a Confimprenditori) che nelle scorse ore ha inviato un’articolata proposta alla Direzione Generale guidata dalla dottoressa Maria Antonietta D’Urso per istituire sul sito della Regione Campania un registro – consultabile online – contenente esiti e impressioni delle attività ispettive e d’esame spettanti alla Regione nell’ambito della formazione professionale.

“Riteniamo – spiega il presidente del Movimento Luca Lanzetta – che, nell’ottica della Casa di Vetro auspicata da questa Amministrazione regionale, e a tutela di un’utenza vasta e variegata, uno strumento che permetta di stilare una black-list o una grey-list degli enti formativi campani, sia necessario e la sua realizzazione non complessa”.

“Siamo convinti – continua – che dopo un passato burrascoso in cui i casi di malaformazione hanno messo alla berlina per colpa di pochi l’intero comparto, la possibilità di accedere a relazioni sugli enti sia un passaggio fondamentale nel solco di quanto l’Amministrazione regionale (con enti al suo fianco come Movimento) sta facendo per restituire dignità e credibilità a un settore importante per le ripercussioni sociali e occupazionali del nostro territorio”.

Lanzetta, nella missiva inviata alla Direzione Generale, ricorda inoltre come 600 enti formativi nella sola regione Campania siano un “numero spropositato” confrontato con altre regioni come la Lombardia, dove “con quasi il doppio della popolazione e del territorio” se ne contano all’incirca 900.

“Nella sua ricerca – chiude Lanzetta – l’utente, bombardato da offerte economiche che a volte hanno del fantascientifico e a volte addirittura sono immorali, quando non totalmente e palesemente difformi al dettato legislativo, ha il diritto di capire come scegliere, di sapere a chi affida il proprio sogno di vita e a chi affida il denaro. Questa Amministrazione Regionale ha il dovere, quindi, di informare puntualmente e coscienziosamente l’utenza circa la condotta corretta o meno di ogni singola Agenzia Formativa, e ha il dovere morale almeno, se non istituzionale, di far conoscere capacità, correttezza e onestà di ogni singola Agenzia Formativa”.

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