Aversa

Aversa, doppi turni al Secondo Circolo. Tornincasa: “La colpa è del Comune, non c’è dialogo”

Aversa – “L’unico responsabile dell’edilizia scolastica e delle promesse urlate è il Comune. Io sono un dirigente scolastico che ha garantito sempre le lezioni, anche in condizioni estremamente avverse. Il problema vostro non sono io ma il Comune e questo in base alla articolo 117 della Costituzione”. A parlare è Emilia Tornincasa, dirigente scolastica del Secondo Circolo Didattico, istituto che dall’8 gennaio è costretto ai doppi turni per la dichiarata inagibilità del plesso ospitato nell’edificio del plesso Sant’Agostino. Il problema doveva essere risolto in tempi brevi, ad oggi, non c’è’ ancora soluzione e c’è chi scarica la responsabilità della situazione sulla dirigente, al punto che sarebbe stata sottoposta più volte a controllo da parte dell’Ufficio scolastico regionale.

Da qui il commento citato in apertura. Per la Tornincasa è inaccettabile che le si voglia addossare la colpa di quanto accaduto. “Malgrado lo abbia cercato, è da tempo che con l’amministrazione non c’è’ dialogo. La dimostrazione è nella soluzione al problema che sembra abbiano intenzione di attuare. Perché per sopperire alla mancanza di 10 aule necessarie a compensare la chiusura del plesso Sant’Agostino avrebbero ipotizzato di ricavarne cinque ristrutturando l’interno dell’Istituto, eliminando i laboratori, la sala insegnanti, la segreteria, la stanzetta che ospita il personale di custodia e, probabilmente, la presidenza. Un’idea che, se realizzata, farebbe tornare la scuola indietro di 50 ann, all’epoca in cui si effettuava semplicemente lezione all’interno delle aule senza offrire ai ragazzi la possibilità di fare attività all’aperto, in palestra, palestra che questa scuola non ha, e di approcciare il mondo esterno con attività integrative che negli anni 2000 si effettuano regolarmente ovunque, come lo studio dell’inglese, del computer. Attività che vengono svolte in orario extrascolastico”.

“Inoltre – prosegue Tornincasa – ricavando solo cinque delle dieci aule necessarie sembrerebbe sia stata paventata la possibilità di utilizzare dei prefabbricati da collocare nello spazio interno alla scuola. Una soluzione globalmente inaccettabile perché non garantirebbe la sicurezza come previsto dalle norme di legge e trasformerebbe la struttura scolastica in un campo di baraccati. Tutto questo è conosciuto solo dai genitori che partecipano attivamente alle attività scolastiche e quindi al destino dell’Istituto ma non dalla cittadinanza che deve sapere la realtà dei fatti”.

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