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Venezuela, Maduro rieletto presidente: ma ci sono denunce di brogli

Nicolas Maduro è stato rieletto presidente del Venezuela, in una tornata elettorale segnata dall’astensione alle urne e dalle denunce di brogli, tanto che il suo principale sfidante si è rifiutato di accettare il risultato definendolo “illegittimo”. Secondo i risultati ufficiali annunciati dal Consiglio nazionale elettorale (Cne), Maduro ha ottenuto il 67,7% dei voti (circa 5,8 milioni di preferenze) contro il 21,2% (circa 1,8 milioni di voti) di Henri Falcon, ex governatore e chavista dissidente, mentre il pastore evangelico Javier Bertucci si è fermato a 930 mila voti.

Il dato cruciale, però, è quello dell’affluenza: secondo il Cne è stata del 46,1%, mentre un portavoce del Fronte amplio dell’opposizione l’ha dichiarata “al di sotto del 30%”. In ciascuno dei due casi, rappresenta un crollo netto rispetto alle ultime presidenziali del 2013, quando fu del 79,69%. Anche per Maduro i risultati annunciati non sono entusiasmanti: ha perso 1,7 milioni di voti dalla sua prima elezione nel 2013 (da 7,5 a 5,8 milioni) quando si impose su Henrique Caprile per poco più di 200mila voti.

Il risultato delle urne ha scatenato l’ira di Henri Falcon, candidato oppositore alla presidenza del Venezuela, che ha annunciato che non riconosce la legittimità delle elezioni ed esige che si convochino nuove presidenziali: “Disconosciamo questo processo elettorale e lo qualifichiamo come illegittimo. Lo dico con responsabilità e non per questo me ne andrò domani dal Paese”, ha annunciato Falcon. “Siamo obbligati a denunciare che non sono stati rispettati gli accordi”, sottoscritti fra i candidati e il Consiglio nazionale elettorale (Cne) prima del voto, aggiungendo che a causa di questo ha concluso che “questo processo non è stato reale, non lo riconosciamo ed esigiamo che si convochino nuove elezioni”.

Maduro ha risposto in tono sprezzante nel suo primo discorso dopo l’annuncio della rielezione, chiamando Falcon “il candidato bugiardo” che “respinge i risultati prima che siano stati dati: non si era mai visto nella storia”. “Non c’è più onore, non c’è molto che ci si possa aspettare da questa opposizione”, ha osservato il presidente, malgrado abbia lanciato un appello al “dialogo nazionale” con tutti i settori durante lo stesso discorso. L’erede di Hugo Chavez ha esultato, annunciando che “è la prima volta che un candidato vince con il 68% dei voti, a 47 punti dal candidato bugiardo” e che la sua vittoria segna “una nuova tappa trionfale nella storia della rivoluzione bolivariana”.

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