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Governo, tensioni con Quirinale su Savona ministro. Conte: “Stiamo lavorando”

“Stiamo lavorando”. È questa la risposta di Giuseppe Conte a chi gli ha chiesto quando avrebbe sciolto la riserva. Il presidente del Consiglio incaricato è alla Camera per cercare di trovare una soluzione che faccia uscire l’Italia dall’impasse. Ma la costituzione del nuovo governo gialloverde resta ancora in bilico. Ieri Conte è salito al Quirinale da Sergio Mattarella, ma senza lista dei ministri.

L’incontro non ha fatto registrare alcun passo in avanti sulla nomina di Paolo Savona al dicastero dell’Economia, che rimane il nodo principale. “Sono davvero arrabbiato”, ha commentato ieri Matteo Salvini su Facebook, incassando il like di Luigi Di Maio. Dura, oggi, la reazione del Pd. “State giocando sulla pelle del Paese per i vostri miseri interessi”, ha scritto il segretario reggente Maurizio Martina su Twitter. Mentre Matteo Renzi, su Facebook, ha spiegato che il rialzo dello spread – che ieri ha toccato quota 215 – è colpa di Salvini e Di Maio e “del teatrino incredibile di questi giorni”. Moody’s, intanto, avverte l’Italia: sotto osservazione il rating ‘Baa2’ per un possibile downgrade.

Oggi comunque, nonostante le tensioni, Conte continua il suo lavoro per cercare una soluzione di mediazione che salvi la situazione. Il nodo principale – come detto – resta il caso Savona, l’economista eurocritico voluto dalla Lega e sostenuto dal M5s ma accolto con scetticismo dai mercati e con preoccupazione dal Colle. Intorno a lui è nato un vero braccio di ferro istituzionale, con Salvini e Di Maio che non vogliono mollare e il Quirinale che non perde occasione per esprimere tutte le sue perplessità. Nessun veto, ma il timore che la credibilità finanziaria del Paese venga indebolita da una posizione non solo euroscettica ma soprattutto improntata alla volontà di procedere con politiche economiche tutte in deficit. Ieri, la notizia del nuovo no di Mattarella a Savona ha causato l’ira di Salvini, che su Facebook si è definito “davvero arrabbiato”, e di tutta la Lega, che ha scaricato sul Colle la possibile responsabilità di un fallimento del tentativo di Conte. Stessa linea della leader di Fdi Giorgia Meloni, che ha parlato di “inaccettabile ingerenza di Mattarella” e ha offerto al Carroccio “il suo convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell’economia non indicato da Bruxelles”.

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