Aversa

Aversa, il Liceo “Fermi” accende i riflettori sul Real Sito di Carditello

Aversa – Come promuovere i principi di cittadinanza attiva tra gli adolescenti? Cosa può educare davvero all’informazione consapevole e al senso di responsabilità civile nella società di oggi? Da qualche anno è attivo “A Scuola di Open Coesione” (Asoc), un progetto di didattica sperimentale rivolto alle scuole secondarie superiori di ogni tipo, che promuove appunto attività legate ai principi di cittadinanza attiva realizzando azioni di ricerca e monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici.

Uno degli istituti che crede fermamente in questo progetto, tanto da inserirlo anche come percorso di Alternanza Scuola Lavoro, è il Liceo Scientifico Enrico Fermi di Aversa che quest’anno ha gareggiato con ben quattro team: Eyes of future, Fermi Non Si Pedala, New Lights Team e Renaissance Team. Quest’ultimo team, formato dai ragazzi della classe 3 B e supportato dal centro Europe Direct Caserta, all’inizio di questo viaggio ha scelto di monitorare il progetto “Restauro, consolidamento, valorizzazione ed accoglienza del patrimonio storico, artistico e naturalistico della Reggia di Carditello”.

All’inizio le idee erano tante e disparate, ma la volontà di valorizzare il territorio li ha fatti convergere tutti in un’unica direzione: operare per la rinascita di una terra spesso martoriata e sminuita da altri, oltre che da noi stessi. Il progetto monitorato riguarda il restauro della Reale tenuta di Carditello, una magione situata a San Tammaro, in provincia di Caserta, e destinato da Carlo di Borbone a luogo per la caccia e l’allevamento di cavalli e poi trasformato, per volontà di suo figlio, Ferdinando IV di Borbone, in una “fattoria modello” per la coltivazione del grano e l’allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini.

Questa bellissima residenza ha subito decadenza, saccheggi e abbandono totale da parte di tutti: cittadini e istituzioni. Solo nel 2011 fu disposta la vendita all’asta del monumento al prezzo di 10 milioni di euro, ma nessun privato fu interessato. Da quell’anno fino al 2013, il Real Sito è stato sorvegliato, a titolo volontario, da Tommaso Cestrone e per questo può essere considerato una sorte di angelo custode del Sito. Dopo la sua morte, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) è riuscito fortunatamente ad acquistarlo, nel 10 gennaio 2014.

Un’acquisizione importante, questa, che ha poi consentito l’inserimento del Bene nel patrimonio mondiale dell’Unesco e ha acceso i riflettori sul Real Sito, mobilitando tutta una serie di interventi. Il primo, forse uno dei più importanti, è stato il finanziamento ottenuto per realizzare lavori strutturali agli edifici, di cui sono stati restaurati tetti e facciate. E’ il finanziamento corrispondente all’accredito di 3 milioni di euro e al Progetto scelto proprio dai ragazzi. Grazie ad esso, dall’8 gennaio 2017 il Real Sito è stato riaperto al pubblico ed è visitabile tutte le domeniche.

Il lavoro di monitoraggio dei ragazzi ha acconsentito di gettare luce su alcuni dati non accessibili: su Open Coesione (sito deputato all’informazione sui finanziamenti pubblici europei e nazionali) sono indicate le date di inizio e fine lavori: la prima è 03/11/2014, anche se i ragazzi hanno scoperto che sono iniziati un mese più tardi; la seconda è 30/10/2015, ma non è ufficialmente riportata la data effettiva di chiusura dei lavori. Lavorando sodo, gli studenti hanno scoperto che il restauro di 3 milioni di euro è stato completato, a differenza di quanto riportato sul sito, e gli interventi di ristrutturazione sono stati conclusi in data 1 aprile 2016.

Il lavoro di Asoc richiede di essere attivi e operare anche ricerche sul campo. Ed è così che il 6 febbraio, il Renaissance Team si è recato al Real Sito di Carditello ed ha visitato la struttura per approfondire il monitoraggio civico. In realtà, la visita dei luoghi è sempre affidata all’ iniziativa di giovani volontari dell’associazione “Agenda 21” e del suo presidente, Raffaele Zito. Il Sito, è curato dalla “Fondazione del Real Sito di Carditello”, ma non sembra abbastanza per promuovere un turismo capace di inserire il Bene all’interno del circuito dei monumenti regionali più visitati. Rilevante, ad esempio, è l’attrattiva esercitata proprio dai Siti Borbonici: ben 3 sono localizzati nella sola provincia di Caserta. Tuttavia, nonostante il crescente numero di visitatori del più famoso tra questi siti, la Reggia di Caserta, non esiste una rete di servizi che scoraggiando il turismo “mordi e fuggi”, ancora circoscritto al solo complesso vanvitelliano di Caserta, promuova anche il Real Sito di Carditello.

Alla vista del Real Sito, le reazioni dei ragazzi oscillavano tra la meraviglia e l’entusiasmo: “Siamo rimasti incantati – dice la studentessa Emanuela Scalzone – dalla bellezza degli ambienti interni, sebbene spogli perché gli arredi sono stati depredati o conservati in alcuni musei della Regione. Dopo aver visitato le stalle, ristrutturate proprio grazie al finanziamento monitorato, la cappella palatina, il salone di rappresentanza (decorato con affreschi raffiguranti la famiglia Borbone), la camera da letto, la sala da pranzo e persino la stanza dei giochi di Ferdinando ci hanno aperto un mondo prima sconosciuto!”.

Raffaella Fontana, del Renaissance Team, ha raccontato che “il finanziamento era stato chiesto dalla Soprintendenza di Caserta prima che il Mibact ne acquisisse la proprietà. I fondi poi erogati sono serviti per sistemare le parti comuni di maggiore rappresentanza e sono stati apportati interventi di liberazione dai detriti, istituito un sistema di videosorveglianza; sono stati ripristinati i vecchi impianti e sistemate le coperture dei tetti e solai, restaurati gli intonaci, sistemate le aree verdi, ricomposti il capannone e la torre occidentale diruta”.

Purtroppo, non esiste ancora un archivio dati in sede e per questo una parte del Team si è recata a Napoli, presso la sede della Fondazione del Real Sito per scoprire, grazie alla dott.ssa Luciana Berti, come viene oggi gestito il Sito e quali altri fondi ha ricevuto: uno da 5 milioni di euro e l’altro da 7 milioni. Solo tre giorni dopo la visita a Carditello, durante la #SAA2018, i ragazzi della 3 B, assieme agli altri team del Liceo, hanno organizzato nell’aula magna dell’istituto l’Open Data Day, chiamato il Fermi in campo per la valorizzazione del territorio. Durante l’evento, i quattro team Asoc, ognuno accompagnato da un esperto, hanno esposto i risultati della loro attività di monitoraggio dei fondi pubblici, con l’intento di coinvolgere la cittadinanza nella verifica della loro efficacia.

Oggi il Real Sito di Carditello ha acceso una speranza nel cuore della comunità: il finanziamento di 3 milioni di euro ha favorito un lento percorso di rinascita, determinando un sensibile incremento del numero di visitatori negli ultimi sei mesi. “Siamo arrivati alla fine di questo percorso Asoc. È stato un bellissimo viaggio: siamo cresciuti e abbiamo imparato a dare importanza alle meraviglie artistiche, culturali e storiche del nostro territorio. Il nostro tempo è scaduto, ma non dimenticheremo quest’esperienza e non abbandoneremo Carditello. Il prossimo anno continueremo in nostro percorso di Alternanza Scuola Lavoro diventando noi stessi volontari e guide turistiche di Carditello”, conclude Federica Palmieri, portavoce del team, che ci fa riflettere sul senso del lavoro comune finalizzato a valorizzare le bellezze del territorio. La fine di questo percorso è ormai dietro l’angolo: non possiamo che augurare in bocca a lupo a questi ragazzi.

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