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Popolo della Famiglia, Gianfranco Amato alla Casa delle Arti di Succivo

“La famiglia: non un tema, ma il tema!”. E’ lo slogan che ha accompagnato la presentazione del libro “L’unica opzione” di Gianfranco Amato, segretario nazionale del Popolo della Famiglia. L’appuntamento si è tenuto il 10 aprile scorso alla “Casa delle Arti” di Succivo, nel Casertano. A moderare Alfonso Belardo.

Una raccolta di articoli scritti dall’autore per illustrare la genesi, la natura, la prospettiva programmatica, i principi, gli ideali e i valori che caratterizzano il progetto politico del movimento “Il popolo della famiglia” che Amato, varesino classe 1961, ha fondato insieme a Mario Adinolfi e Nicola Di Matteo, rispettivamente presidente e coordinatore nazionale. Un movimento nato dai “Family Day” in difesa della “famiglia naturale” e dei principi non negoziabili.

L’argomentazione di Amato si incentra su un punto specifico: “la famiglia è quella composta dall’uomo, dalla donna e dalla loro prole e questo è un fatto di natura, prima ancora che culturale e religioso”. “La natura nasce come famiglia, si basa sulla coppia uomo-donna, e questo dall’alba dei tempi”, è il pensiero dell’avvocato. “In Italia c’è stata una battaglia ideologica dove si è perso il senso della ragione. Si è commesso l’errore di considerare la famiglia non un elemento oggettivo di natura, ma come una variabile socio-culturale, e pertanto soggetta al cambiamento. Questo è un errore. Cercare di manipolare la realtà attraverso la legge è un atto anch’esso contro natura” spiega Amato.

“La famiglia, l’unica possibile, è la famiglia naturale. È quella di Eulau. Ciò non toglie che due persone dello stesso sesso possano convivere. Che convivano, disciplinino i loro diritti con un contratto, la cosa importante è che non si deve dare riconoscimento pubblico a una relazione omosessuale. Questa è una cosa che è e deve restare privata. Deve essere regolamentata dal diritto privato, non da quello pubblico”. Se in Italia si è arrivati alla legge Cirinnà, secondo Gianfranco Amato, la colpa è tutta del politically correct e dell’esasperazione dei temi del pensiero unico. “Bisogna opporsi a questa dittatura con tutte le proprie forze – invoca Amato – Oggi bisogna chiedersi a quanto si è disposti a rinunciare per perseguire i propri ideali. Il mio Nemico è il Potere, il Gran Burattinaio di Pasolini. Un potere evanescente e transnazionale che viaggia con la finanza e punta all’omologazione”.

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