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Don Michele Barone resta in carcere. Moggi ai magistrati: “Contatti importanti in Vaticano”

Secondo “no” del Tribunale del Riesame sulla richiesta di scarcerazione di don Michele Barone, il sacerdote di Casapesenna accusato di aver praticato violenti esorcismi su una 13enne affetta da problemi psichici e arrestato lo scorso 23 febbraio, insieme ad un poliziotto e ai genitori della minorenne, pochi giorni dopo un servizio de “Le Iene” curato da Gaetano Pecoraro.

Nel respingere la nuova istanza presentata dall’avvocato difensore di don Barone, Carlo Taormina, il Riesame si è pronunciato questa volta su una seconda ordinanza scattata a carico del prete, quella in cui viene contestata l’aggravante delle lesioni permanenti.

In ogni caso, anche se avesse beneficiato di un annullamento, don Michele non avrebbe potuto lasciare il carcere di Vallo della Lucania in quanto detenuto per il primo arresto relativo alle accuse di maltrattamenti e abusi e di violenza sessuale nei confronti di due ventenni, escludendo però l’aggravante dell’autorità e la violenza in relazione alla minaccia rivolta alla sorella della 14enne al fine di farle ritirare la denuncia presentata alla polizia contro di lui.

Intanto, nei giorni scorsi Luciano Moggi, ex dirigente della Juventus, è stato sentito come persona informata sui fatti al Palazzo di Giustizia di Santa Maria Capua Vetere. Moggi ha spiegato di aver conosciuto il prete di Casapesenna in occasione di alcuni pellegrinaggi. “Erano soldi che gli dovevo per un pellegrinaggio”, ha risposto Moggi ai magistrati. Il particolare è riportato nei verbali, desecretati, dell’interrogatorio di Moggi, da cui è emerso che don Barone avrebbe avuto contatti e protezione anche nel Vaticano. Non solo un circuito di amici vip, sia del mondo dello spettacolo e della tv o del calcio, ma anche rapporti stretti con persone influenti tra le mura pontificie.

“Io non avevo motivo di sospettare di don Michele Barone, lo credevo una persona degna di stima in quanto molto accreditato in Vaticano”, ha detto l’ex dg bianconero, facendo anche il nome di un cardinale che sarebbe risultato molto vicino a don Barone. “Mi ero fidato – ha sottolineato Moggi – perché avevo avuto modo di notare il rapporto personale con un prelato di tale calibro”.

Proprio sui soldi dei pellegrinaggi, soprattutto all’estero, si starebbero ora focalizzando le attenzioni dei pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere. I magistrati stanno effettuando verifiche e incroci di dati, ma anche numerosi accertamenti bancari che interessano diverse persone. Alcune molto importanti.

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