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Catania, auto di servizio per spesa e vacanze: sospesi 5 dipendenti Pubbliservizi

Catania – Cinque dipendenti della “Pubbliservizi Spa” sono stati sospesi dal servizio su ordine del gip del Tribunale di Catania. I provvedimenti cautelari, richiesti dalla Procura etnea, sono stati notificati ad altrettante persone dai poliziotti della squadra mobile. I cinque sono accusati di peculato perché tra luglio e settembre dello scorso anno i cinque dipendenti, società che ‘in house’ dell’ex Provincia Regionale che svolge diverse funzioni di manutenzione degli edifici pubblici che, avendo per ragioni di servizio la disponibilità degli automezzi della società, se ne sono appropriati, utilizzandoli sistematicamente per fini privati sia durante che al di fuori dell’orario di servizio.

Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale catanese, sono state avviate dopo un rapporto investigativo dei poliziotti del commissariato di Borgo-Ognina e si sono avvalse anche delle risultanze di pedinamenti e osservazioni video. I sistemi di localizzazione satellitare Gps installati sulle autovetture di servizio hanno così fatto emergere l’indebito utilizzo dei mezzi ad opera di alcuni dipendenti i quali oltre ad utilizzare i veicoli per fini meramente privati, erano anche soliti parcheggiarli a casa loro e della loro residenza estiva, come se fossero mezzi di proprietà.

Infatti, due dipendenti della Pubbliservizi si recavano con le auto di servizio nelle loro case di villeggiatura in provincia di Siracusa, mentre altri, sia durante che oltre l’orario di servizio o anche nei periodi di ferie, le utilizzavano per raggiungere esercizi commerciali (supermercati e negozi). In un episodio addirittura le auto della società sono state utilizzate per recarsi presso agenzie di scommesse o ulteriori luoghi ricreativi. I cinque indagati hanno attestato sistematicamente false prestazioni lavorative, in realtà mai effettuate, indicandone i relativi orari nonché la tipologia di lavoro svolto nel “foglio presenze” e nel modulo denominato “riepilogo trasferta viabilità”.

In tal modo venivano regolarmente retribuiti dalla società, procurandosi un profitto con contestuale danno economico alla Città Metropolitana di Catania che ha erroneamente elargito somme di denaro come retribuzione di prestazioni lavorative mai effettuate. Il gip del Tribunale di Catania, tenuto conto del grado di gravità e di reiterazione dei fatti delittuosi compiuti, ha comminato una differente durata della misura cautelare della sospensione dal pubblico servizio, che risulta per due destinatari di sei e otto mesi, mentre per gli altri tre di dieci mesi.

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