Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Barista uccisa, condanna a 14 anni per i fratelli Cioffo di San Cipriano

Pena decurtata in appello per i due fratelli Cipriano e Arturo Cioffo, di 37 e 41 anni, di San Cipriano d’Aversa, arrestati nel gennaio 2016 dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa per l’omicidio della 35enne rumena Mariana Veronia Sologiuc, compiuto il 20 maggio 2015 a Villa di Briano, nel Casertano (GUARDA IL VIDEO). Ad rntrambi sono stati inflitti 14 anni, dopo la condanna in primo grado con rito abbreviato a 30 anni di carcere per omicidio aggravato, detenzione illegale di arma e danneggiamento a seguito di incendio.

La donna, che lavorava come barista a Parete, fu rinvenuta cadavere in un’area nelle vicinanze del Santuario della Madonna di Briano, tra Villa di Briano e Casal di Principe, attinta da un colpo d’arma da fuoco alla testa. A segnalare il corpo senza vita della 35enne, nella mattinata di quel mercoledì, intorno alle 7, fu il proprietario del terreno. La donna non aveva con sé documenti al momento del ritrovamento del corpo, fu possibile identificarla successivamente, mediante rilievi dattiloscopici.

Secondo gli inquirenti la 35enne aveva un piccolo debito (500 euro) mai onorato con i due fratelli, sembra derivante da un rapporto di interessi illeciti legato a truffe assicurative e al traffico di autovetture, oltre ad avere una relazione con uno dei fratelli, Cipriano, il più giovane.

Prima di essere uccisa, fu rapita e immobilizzata per poi essere assassinata con una vera e propria esecuzione. Nella vicina San Marcellino, durante la notte, venne trovata l’auto della donna, una Fiat Punto, data alle fiamme in una strada campestre. I due avrebbero bruciato l’auto per depistare le indagini, mettendo in bocca alla donna un anello con la testa di serpente. In casa dei Cioffo, tra l’altro, gli investigatori dell’Arma trovarono una scarpa nella cui suola c’erano documenti appartenenti alla vittima, una tessera sanitaria e codici pin. I due furono incastrati grazie, in particolare, alle intercettazioni telefoniche (in una conversazione facevano riferimento alla benzina utilizzata per bruciare la Punto della vittima) e alle discordanti dichiarazioni di alcuni congiunti.

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