Aversa

Aversa, i commissionari del mercato ortofrutticolo: “Non siamo morosi”

Aversa – “I commissionari del mercato ortofrutticolo da me rappresentati non sono in alcun modo morosi perché hanno pagato tutto quanto dovuto all’ente comunale, compreso l’anno 2017, relativamente al canone di locazione del suolo che occupano, fissato con un contratto sottoscritto con l’amministrazione nel 1982”. Questa la dichiarazione dell’avvocato Grassia che rappresenta i commissionari del mercato ortofrutticolo di Aversa cui l’amministrazione ha chiesto il pagamento della Tosap per l’anno 2017 intimando di pagare entro il 14 marzo o, in alternativa, di sgombrare gli spazio occupati. In pratica è un paga o chiudi bottega.

Un ultimatum che i concessionari non accettano perché ritengono di aver pagato tutto quanto dovuto. “Se la legge è legge per tutti e se la Cassazione fa legge e va rispettata non mi possono chiedere, e non ci possono chiedere, di pagare una somma non dovuta”, afferma Nicola Lama, esibendo la sentenza emessa dalla Cassazione quando ha contestato la decisione presa univocamente da un commissario prefettizio di trasformare il canone di fitto per lo spazio occupato in Tosap, facendo passare l’importo dovuto al Comune da circa 800 mila lire all’anno, pari oggi a poco più di 400 euro, a una somma che oggi è pari a 12mila 585 euro all’anno. “Nel 1982 noi commissionari abbiamo firmato un contratto che non è stato mai cambiato, così quando nel 1989 un commissario prefettizio pensò di trasformare il fitto in Tosap facendo aumentare enormemente la somma che pagavamo ci siamo rivolti al giudice”, ricorda Lama.

“Naturalmente la cosa è andata per le lunghe e noi, nell’attesa, abbiamo pagato al Comune quanto ci veniva chiesto convinti di essere dalla parte della ragione”. “Così è stato. La Cassazione – dice Lama esibendo il documento dimostrativo – ci ha dato ragione e ha decretato che il canone fosse quello fissato dal contratto, facendoci restituire le somme indebitamente versate in più”. “Ora il Comune ci considera morosi ma non lo siamo e – continua Lama- ci impone di pagare quello che non è dovuto ignorando le sentenze della magistratura. Ma allora la legge non vale per tutti? La Cassazione non conta niente?”. “Non penso che sia così perciò -preannunzia- se insisteranno mi rivolgerò al Prefetto, alla Corte dei Conti e al Ministro, se sarà necessario, ma non pagherò quello che non devo”.

“Se il Comune vuole più soldi faccia con noi commissionari un nuovo contratto che – sottolinea – garantisca diritti e doveri, perché se noi abbiamo il dovere di pagare, cosa che abbiamo sempre fatto attenendoci alla somma fissata nel contratto del 1982, il Comune ha il dovere di tutelare il nostro lavoro impedendo l’ingresso al mercato a non autorizzati, fissando il pagamento di un ticket per entrare come si fa in tutti i mercati d’Italia, vigilando sugli operatori che arrivano da altri comuni per acquistare però, prima, scaricano i loro rifiuti a terra dove noi paghiamo la tassa per la rimozione, allontanando gli abusivi che si fermano all’ingresso di viale Europa e ci fanno concorrenza, realizzando servizi igienici funzionanti, nominando un direttore del mercato che faccia veramente il direttore rendendosi sempre reperibile nel suo ufficio”. “Se il Comune garantirà questo e tanto altro solo allora potremo parlare di sottoscrivere un nuovo contratto altrimenti saranno i giudici a decidere”, conclude Lama.

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