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Carinaro, Terra Nostra: “La gente è stufa di Dell’Aprovitola, dopo flop elettorale dovrebbe dimettersi”

Carinaro – E’ appena calato il sipario sulle elezioni politiche del 4 marzo scorso, caratterizzate da una campagna elettorale parolaia e a volte anche irritante per la sua inconsistenza programmatica. Il responso delle urne è stato netto ed inequivocabile, decretando un vero trionfo del Movimento 5 Stelle e una sonora sconfitta della solita noiosa e ripetitiva politica dei partiti, a partire da quello di Renzi, i cui parlamentari o aspiranti tali sono stati letteralmente stracciati dalla poderosa ventata di novità.

La vecchia classe dirigente da tempo si era mostrata incapace di interpretare la voglia del cambiamento che proveniva dalla società e di dare risposte urgenti e concrete ai tanti bisogni della gente. I problemi storici del Mezzogiorno (lavoro, salute, ambiente, sicurezza, eccetera) erano stati sostanzialmente cancellati dall’agenda politica dei vecchi partiti. A Carinaro, poi, queste elezioni avevano un significato ancora più ampio.

Si candidava il sindaco del paese che aveva pubblicizzato la sua candidatura come un riconoscimento alle sue capacità di amministrare la nostra città e alla quale chiedeva, in buona sostanza, un voto di riconferma. Il voto, invece, dato al Movimento 5 Stelle, che ha fatto letteralmente “cappotto”, e quello dato ai partiti del centrodestra, ci dicono con chiarezza che c’è stato un completo rigetto della candidata sindaca, che ha conseguito il consenso più deludente registrato nella storia delle candidature dei sindaci del nostro paese. Nei 22 collegi uninominali campani, la nostra sindaca si è classificata al 20 posto sui 22 candidati democratici, bocciata persino dagli stessi sindaci che firmarono la richiesta di candidatura per un loro rappresentante.

Da questo voto si dovrà prendere atto che i cittadini sono già stufi di questa amministrazione e della sua sindaca che in quattro anni di gestione ha prodotto solo danni incalcolabili al nostro paese. Si è pensato soltanto a foraggiare le clientele politiche, come nel caso degli incarichi tecnici e professionali, delle selezioni per il servizio civile, delle stabilizzazioni di alcuni lavoratori socialmente utili, date per lo più a loro ‘parenti e clienti’ e, soprattutto, senza alcun riguardo alle reali esigenze dell’ente comunale.

La città è abbandonata a se stessa e lo scadente risultato elettorale conseguito, segno inequivocabile di una fiducia che non c’è più, imporrebbe le sue immediate dimissioni. Noi, conoscendo il personaggio, siamo certi però che non lo farà, sia perché lei, la sua Giunta e lo stesso ingegnere chiamato irresponsabilmente a svolgere presso l’Ufficio tecnico comunale un’inutile funzione, non vorranno rinunciare alle loro ricche indennità, e sia perché il team che la sorregge non vorrà perdere la possibilità di governare alcuni dei più importanti “processi di sviluppo” in atto nel nostro paese.

L’associazione “Terra Nostra”

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