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‘Ndrangheta a Torino, 2 arresti. Sequestrati tre locali

I carabinieri del nucleo investigativo di Torino, in collaborazione con i reparti territorialmente competenti, hanno notificato ieri un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Torino, su richiesta della locale Procura, nei confronti di due indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori.

Si tratta di due italiani originari della Locride, residenti a Torino e provincia. Giuseppe Ursino, 50 anni, con legami di parentela con la famiglia Ursino di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), storicamente gravitante nell’area di Bardonecchia (Torino), nipote di Rocco Lopresti, elemento della criminalità organizzata di Bardonecchia, deceduto. L’altro è Ercole Taverniti, 44 anni, originario di Gioiosa Jonica, residente a Torino, ritenuto responsabile di intestazione fittizia di beni. Il gip ha inoltre disposto contestualmente il sequestro preventivo di tre attività commerciali bar-ristorazione di Torino e provincia, in particolare un ristorante ad Alpignano, una pizzeria a Bardonecchia ed un bar nel centro di Torino.

Il provvedimento scaturisce da attività investigativa sviluppata dal Nucleo Investigativo di Torino, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Torino, (a seguito dell’operazione ‘Big Bang’ eseguita nel gennaio 2016), condotta tra settembre 2016 ed ottobre 2017, che ha consentito di accertare come Ursino sia elemento organico alla ‘ndrangheta operante sul territorio piemontese, nella sua articolazione territoriale denominata “locale di San Mauro Torinese”, guidata dalla famiglia Crea, la quale estrinseca il controllo del territorio anche mediante estorsioni e fittizia intestazione a soggetti terzi di attività commerciali.

Sottoposti a sequestro: il bar “Mambo Café Torino” di via San Quintino 4bis; il ristorante “Lettera 22” ad Alpignano; la pizzeria ‘Tre Torri’ di Bardonecchia. Tutti i locali sono ritenuti fittiziamente intestati a terzi ma direttamente riconducibili a Ursino.

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