Aversa

Aversa, gazebo abusivo: la Procura conferma il sequestro

La procura conferma il sequestro del gazebo del ristorante “Gushirestaurant”, all’angolo tra piazza Trieste e Trento e via Abenavolo, dinanzi alla sede del tribunale di Napoli Nord, di proprietà di una società della quale fa parte anche il figlio del primo cittadino di Aversa (leggi qui). Il provvedimento, adottato dai magistrati della procura aversana, ipotizza l’occupazione abusiva di suolo pubblico e chiede ai vigili urbani di segnalare con evidenza la presenza del manufatto abusivo.

Intanto, i dirigenti comunali stanno valutando la richiesta di installazione del gazebo che era stata presentata, ma non aveva ancora avuto riscontro. Pare che ci potrebbero essere problemi perché il manufatto occupa interamente un livello di un marciapiede, ma l’ultima parola sarà del dirigente dell’ufficio tecnico comunale, fermo restando il procedimento penale oramai avviato.

Era il 24 gennaio scorso quando gli agenti della municipale scoprono che un gazebo di circa venticinque metri quadrati, alto tre metri circa, realizzato in alluminio e vetro, con copertura in materiale plastico, risulta essere privo di qualsiasi autorizzazione edilizia. L’epilogo è scontato. Codice alla mano, ai caschi bianchi non rimane altro da fare che sequestrare il manufatto perché abusivo ed inviare gli atti ai magistrati della procura della repubblica presso il tribunale di Napoli Nord.

Il locale è gestito da una società, con un legale rappresentante originario di San Marcellino, ma che vede tra i soci anche Orlando De Cristofaro, non solo figlio del primo cittadino normanno (circostanza che già desterebbe scalpore), ma anche portavoce cittadino di Forza Italia ed ex consigliere comunale nella precedente amministrazione. Ai vigili urbani che stavano procedendo, i titolari del locale esibiscono una richiesta di autorizzazione e una successiva richiesta di sanatoria, ma nessun provvedimento che avesse autorizzato la realizzazione del gazebo.

Il sindaco normanno Enrico De Cristofaro sin dal primo momento ha evidenziato «che ci deve essere equità di trattamento, per cui se mio figlio ha sbagliato deve essere trattato secondo legge, senza favoritismo alcuno». Il primo cittadino normanno, che per decenni è stato anche presidente dell’ordine degli architetti di Caserta, per cui è da considerarsi anche un addetto ai lavori, ha anche dichiarato che il figlio e i sui soci sarebbero stati convinti che le relative autorizzazioni le avessero già ottenute i precedenti proprietari, per poi concludere: «Troppa attenzione per questo episodio, auspico che lo stesso accada anche per cose più importanti. Mi congratulo con l’ufficio tecnico e con la Polizia municipale e con l’assessore all’Urbanistica che hanno fatto il proprio dovere». Ma, dalle opposizioni, fanno notare che subito dopo è scoppiato il caos in maggioranza con il consigliere Rosario Capasso, che ha come assessore di riferimento proprio quello con delega all’urbanistica, Gilda Emanuele, sui poteri del dirigente in questione.

Sulla vicenda da registrare anche la presa di posizione del capogruppo consiliare di Forza Italia, Gianpaolo Dello Vicario, (avversario di De Cristofaro alle ultime amministrative) che aveva richiamato l’attenzione su questo gazebo sino poi, a dichiarare: «Dopo i tanti inutili proclami, assistiamo desolati ad una vicenda che sa di paradossale. Sarebbero opportune le dimissioni del sindaco e dell’assessore all’urbanistica».

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