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Rimborsopoli M5S, Di Maio: “Ho sbagliato a fidarmi, rimedierò”. Le Iene: “Ecco i nomi”

Secondo la fonte del Le Iene sarebbero, al momento, 10 i parlamentari del Movimento 5 Stelle ad avere falsificato le restituzioni di parte degli stipendi al Fondo per il Microcredito. Si tratta di: Silvia Benedetti; Massimiliano BerniniMaurizio BuccarellaElisa BulgarelliAndrea CecconiEmanuele Cozzolino; Ivan Della Valle; Barbara Lezzi; Carlo MartelliGiulia Sarti.

Un militante, fuoriuscito dal M5S, che nel servizio de Le Iene resta anonimo, sostiene che il numero di deputati e senatori coinvolti sarebbe “a due cifre”. Alcuni parlamentari, stando a quanto sostiene il programma di Italia 1, avrebbero fatto il bonifico e lo avrebbero pubblicato sull’apposito sito Tirendiconto.it, annullandolo successivamente, come è possibile fare entro 24 ore. In pratica, i soldi in pubblico risultavano versati ma di fatto non sarebbero mai arrivati al Fondo per il Microcredito presso il Ministero dell’Economia.

Nel loro primo servizio Le Iene hanno mostrato che le verifiche compiute dagli inviati Filippo RomaMarco Occhipinti dimostrerebbero che il deputato ed ex capogruppo alla Camera Andrea Cecconi e il senatore Carlo Martelli avrebbero falsificato le restituzioni, rispettivamente per 21mila euro (con 11 bonifici mai arrivati) e 76mila euro (con 22 bonifici “fantasma”). Entrambi sono stati ricandidati dal M5S alle elezioni politiche del 4 marzo come capolista rispettivamente nelle Marche e in Piemonte. Cecconi, prima di essere scoperto, aveva detto a Filippo Roma che un’eventuale mancata restituzione di parte dello stipendio sarebbe stata “disonesta”, Martelli la definiva “una presa per il culo”.

Il candidato premier M5S, Luigi Di Maio, parlando con Filippo Roma, aveva usato la stessa espressione, “presa per il culo”. Al momento dell’intervista, Di Maio si trovava in Puglia per un’iniziativa elettorale assieme ai senatori Maurizio Buccarella e Barbara Lezzi, entrambi candidati. Roma chiedeva a entrambi se erano in regola con i versamenti al Fondo, rispondendo di sì. Ma proprio Buccarella e Lezzi sono poi comparsi nella lista. Il primo si è autosospeso, mentre Lezzi, tramite il suo profilo Facebook, ha ammesso di trovarsi “in difetto” per un solo bonifico non andato a buon fine nel 2014. “Dalle verifiche che ho svolto in banca – scrive Lezzi – risulta un unico bonifico non andato a buon fine. In quei giorni del gennaio 2014 ho effettuato diversi versamenti di cui ho le ricevute, tutti allo sportello, (anche successivamente non sono stati mai eseguiti on line) e l’unica cosa che mi riconosco è la negligenza del non avere seguito l’esito delle operazioni. Esito che per un bonifico è negativo presumibilmente per carenza di fondi. In allegato posto ricevuta del bonifico che risulta rifiutato e la copia del versamento al fondo che ho provveduto ad eseguire questa mattina, appena venuta a conoscenza di questa discrepanza. Ho restituito 132741,20 euro, ho contribuito insieme ai miei colleghi all’apertura di 7000 nuove imprese. Questo è un fatto concreto che si evince dai controlli che ho effettuato. La mia buonafede mi rende tranquilla”.

“Noi chiediamo al ministero dell’Economia di pubblicare tutti i dati di quanto restituito dal M5S”, ha detto oggi Luigi Di Maio, arrivando al Ministero dell’Economia e delle Finanze e sottolineando come “questa storia si trasformerà in un boomerang per gli altri partiti”. La lista di chi ha falsificato i rimborsi si allunga? “Oggi vi facciamo vedere tutto”, risponde Di Maio che sull’addio di David Borrelli taglia corto: “Chiedete a lui”. “Sul fondo ci sono 23 milioni e 468mila euro, oggi i dati li potrete vedere tutti”, ha poi annunciato Di Maio uscendo dal Mef, aggiungendo: “Questo dato in questi giorni lo sbandiereremo ovunque, sarà un boomerang per le forze politiche che in questi anni hanno rubato ai cittadini. Ci saranno diversi Restitution Day in questa campagna elettorale”. Il M5S non più credibile dopo il caso delle restituzioni? Di Maio risponde: “Se avessi difeso questa gente, magari l’avessi anche candidata ministro, questo tema aveva un senso. Ma da noi chi fa il furbo viene messo fuori mentre dall’altra parte ci sono autisti di camorristi che vengono candidati. La credibilità sta nella garanzia che le regole sono sacre”. Il candidato premier dei pentastellati, infine, fa anche mea culpa: “Ho sbagliato a fidarmi dell’essere umano, ma c’è tempo per rimediare, queste persone sono state allontanate”.

IN ALTO IL VIDEO DE LE IENE

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