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Furti di alimentari nel Nord Italia: arrestata la “gang del torrone”

Gli agenti della squadra mobile di Cremona, con la collaborazione dei colleghi di Foggia e Modena, hanno messo a segno l’operazione “Cheese Hunter” con l’arresto di nove persone, italiane, originarie e residenti in Puglia, Lombardia ed Emilia Romagna, ritenute appartenenti a un’associazione per delinquere – ribattezzata la “gang del torrone” – finalizzata alla commissione di furti di ingente valore di prodotti alimentari, commessi o tentati tra marzo e settembre 2015 in varie province del Centro e del Nord Italia. Sono tutti accusati di aver fatto parte, con differenti ruoli e mansioni, di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti, una ventina, di ingente valore di prodotti alimentari, commessi o tentati tra marzo e settembre 2015 in varie province del Centro e del Nord Italia.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Cremona, sono cominciate dal furto messo a segno nella “Ditta Vergani Secondo spa”, nella notte tra il 26 e 27 maggio 2015, nella città lombarda. In quell’occasione furono rubate, da un gruppo di almeno sette persone, materie prime alimentari necessarie alla produzione di torrone e prodotti simili per circa 400mila euro. L’attività investigativa, basata sull’analisi di immagini di diversi sistemi di videosorveglianza, di voluminosi traffici di cella acquisiti in concomitanza della notizia di analoghi furti e su attività tecniche e servizi di osservazione e pedinamento, ha permesso di appurare l’esistenza di una vera e propria banda, formata da soggetti per lo più di origine foggiana (alcuni dei quali residenti a Cremona e provincia), dediti in maniera organizzata e professionale alla commissione di ingenti furti di generi alimentari (in particolare salumi e forme di parmigiano) per centinaia di migliaia di euro.

Al vertice del sodalizio vi sarebbe S.M. che, in qualità di capo dell’associazione, individuava gli obiettivi da colpire, pianificava le azioni delittuose e gestiva i contatti con gli associati residenti nel foggiano. Membri e bracci operativi dell’associazione sono il figlio S.G., 35 anni, il genero R.P., di 29, dell’89, l’albanese F.E., 31, e O.S., 40. Quest’ultimo, nonostante risieda in Puglia al pari del pregiudicato foggiano S.N. dell’81, ha preso parte attiva alla preparazione ed alla commissione di vari furti. Sono emersi, inoltre, altri compartecipi al sodalizio in questione aventi compiti di tipo logistico, quale, ad esempio, il reperimento degli autisti e dei mezzi pesanti da utilizzare il trasporto della merce. Tra questi si è evidenziato il pregiudicato G.L., 60 anni, intestatario di tutti i veicoli emersi nel corso dell’indagine e più volte rilevati in occasione della perpetrazione dei furti.

La professionalità dell’associazione – è scritto in una nota – segno di una rodata ed efficiente struttura organizzativa, oltre che nella distinta predisposizione dei differenti ruoli dei partecipi, la si ricava da numerosi elementi, quali: l’utilizzo di schede sim attivate dealer compiacenti ubicati nel foggiano e riferibili ad utenze mobili intestate a sedicenti stranieri residenti in quella provincia, utilizzate unicamente per la commissione dei furti e poi fatte sparire unitamente all’apparato cellulare; la continua e maniacale bonifica ambientale dei veicoli, volta al rilevamento di apparati di localizzazione satellitare (scoperti in due occasioni a bordo di due mezzi pesanti intestati a G.L. dopo poche ore dal ritorno a Cerignola); l’estrema mobilità sul territorio nazionale; la predisposizione di numerosi ed attenti sopralluoghi nei pressi degli obiettivi prescelti, ai quali hanno partecipato vari soggetti, ognuno con ruoli diversi.

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