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Scuola, a rischio rientro post natalizio: docenti infanzia e primaria in sciopero l’8 gennaio

Vacanze natalizie più lunghe a scuola. Lunedì 8 gennaio, giorno in cui è previsto il rientro in classe, è in programma, infatti, uno sciopero dei docenti della scuola primaria e dell’infanzia indetto dai sindacati Cub Scuola, Cobas, Saese e Anief. Prevista una manifestazione nazionale a Roma davanti al ministero dell’Istruzione.

Lo sciopero interessa tutto il personale della scuola, sia i docenti che l’Ata, sia a tempo indeterminato che determinato, atipico o precario. Le lezioni saranno dunque a rischio e gli studenti potrebbero dover rimanere a casa, proprio durante il primo giorno di scuola dopo la pausa natalizia. Per ridurre i disagi, i genitori potranno consultare i registri elettronici o le circolari inviate dagli istituti e verificare l’adesione o meno dei docenti della scuola interessata allo sciopero. A meno che giovedì 4 gennaio, in occasione di un incontro al Miur, si troverà un accordo per scongiurare lo sciopero.

La protesta va contro la sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali che non potranno più accedere alle graduatorie che davano diritto a una cattedra (leggi qui). “Questa sentenza – ha spiegato il leader dei Cobas, Piero Bernocchi – pone drammatici problemi, professionali e umani, ai diplomati magistrali. Molti di loro hanno avuto nomine annuali dalle Gae (graduatorie a esaurimento), in diversi sono già stati immessi in ruolo, e ora, oltre alla perdita del posto di lavoro, rischiano di ritrovarsi improvvisamente reinseriti in seconda fascia o, secondo un’interpretazione ancora più penalizzante della sentenza, addirittura in terza fascia”. Per il sindacalista “è insopportabile che il Miur e il governo non abbiano voluto risolvere un problema serissimo non solo per i lavoratori coinvolti ma per tutta la scuola italiana che di questi docenti non può assolutamente fare a meno”.

“Esigiamo che il Miur e il governo pongano immediato rimedio (e non rinviando alla prossima legislatura) a questa vergogna che – ha dichiarato Bernocchi – potrebbe portare a un licenziamento di massa di 5300 lavoratori, oltre che a negare la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato ad altri 60mila. Chi è stato immesso in ruolo dovrà mantenere il proprio posto. Per chi ha già fatto l’anno di prova, esso vale molto di più di un concorso abilitante. Chi è inserito con riserva nelle Gae deve poter mantenere la propria posizione, così come chi ha avuto un incarico annuale”.

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