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Sacchetti a pagamento per frutta e verdura: “rivolte” via social e “genialate” per risparmiare i 2 cent

Entrata in vigore il primo di gennaio, la nuova legge prevede il pagamento dei sacchetti biodegradabili per l’ortofrutta ha scatenato molte polemiche e “rivolte”, naturalmente relegate ai social network.

C’è una fotografia che è diventata il simbolo della “protesta” contro il provvedimento che ritrae quattro arance pesate ed etichettate singolarmente. Questo metodo permette risparmiare i 2 centesimi del sacchetto? Improbabile, o comunque raro, dal momento che i supermercati utilizzano diversi metodi per addebitare il costo del contenitore compostabile.

In alcuni punti vendita il sacchetto si paga a parte, alla cassa, come viene fatto per la spesa normale: sarà compito del cassiere aggiungere il costo del sacchetto ortofrutta. In questo caso, se non si prende il sacchetto non si pagano i due centesimi. In altri supermercati, il costo del sacchetto viene addebitato direttamente in etichetta, quindi, anche se non si prende il sacchetto lo si paga lo stesso. In altri invece, anche se il sacchetto viene addebitato in etichetta dopo aver pesato il prodotto, si può chiedere alla cassa di stornarlo se si decide di non comprarlo.

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