Aversa

Aversa, crollo tetto all’Itis “Volta”: aperta inchiesta. Problemi anche in altre scuole

Aversa – “Al momento del crollo di parte del solaio della palestra, alcuni studenti stavano gioca a ping-pong nella stanza accanto”. A rivelare questo particolare, che rende ancora più miracolosa la circostanza di non registrare vittime nel crollo del soffitto della palestra dell’istituto tecnico “Alessandro Volta” la dirigente Laura Nicolella che evidenzia anche come il corpo di fabbrica che ospita la palestra sia stato realizzato in anni recenti, nel 2003, dopo che nel 2000 erano stati completati i fabbricati destinati a laboratori ed aule presenti in due edifici autonomi.

“Probabilmente – ha continuato la preside – se non ci fossero stati loro, stante la distanza tra gli edifici, nemmeno ci saremmo accorti di quanto era avvenuto”. La stessa dirigente, dopo essere stata in contatto costante con il presidente dell’amministrazione provinciale Giorgio Magliocca, ha chiesto, in costanza di sospensione delle lezioni, l’effettuazione di una serie di controlli anche per gli altri edifici che, tra corsi mattutini e serali, ospita tra studenti e docenti circa millecinquecento persone.

“Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) – ha continuato – sono stati effettuati i controlli alle strutture destinate a laboratori e aule e credo che entro lunedì, d’intesa con il presidente Magliocca, le lezioni riprenderanno regolarmente. Ho chiesto anche di recuperare in tempi brevi la palestra e mi è stato assicurato il recupero in tempi ragionevoli. In questo senso mi farò carico di vigilare e sollecitare”.

Per quanto riguarda le cause del crollo, mentre si segnala l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Napoli Nord per crollo, al momento senza indagati individuati, i Vigili del fuoco non hanno ancora consegnato la relazione, ma, sempre di più, prende piede l’ipotesi che a provocarlo sia stato il carico d’acqua presente sul solaio. Un’ipotesi confermata da alcuni testimoni che avrebbero visto cadere una grande quantità d’acqua insieme a tubi e pannelli l’acqua si sarebbe accumulata su quella parte di tetto non riuscendo a scendere attraverso le caditoie che sarebbero state otturate per carenza di manutenzione che, da quanto si è appreso, non sarebbe mai stata effettuata in questi anni.

Poiché il collaudo iniziale, secondo quanto raccontato da un tecnico sul posto, era stato effettuato con un peso di 85 chili ogni metro quadrato, sarebbero bastati 10 centimetri di pioggia (che su un metro quadrato pesano 100 chili) a poter provocare il crollo del tetto. Tetto che era stato realizzato con capriate in acciaio e sovrastanti pannelli chiamati sandwich perché tra le due lamiere è presente in isolante. Bisognerà, inoltre, verificare se problemi di tenuta ci siano stati anche per i posti della struttura in cui i tubi della capriate scaricavano il proprio peso.

Problemi, però, vi sono, dopo le piogge violente e copiose di questi giorni, anche per diverse scuole di competenza dell’amministrazione comunale. La situazione più grave all’istituto comprensivo “De Curtis” dove martedì mattina sono state registrate infiltrazioni d’acqua dal soffitto in alcune classi. “Pare – ha dichiarato un genitore – che gli oltre 300mila euro spesi solo due anni fa siano serviti a poco. Mercoledì la preside si è recata al comune e alla fine è stata ricevuta dal vicesindaco Michele Ronza. Al momento non ci sono soldi disponibili; spostati gli alunni in aule sicure mentre i genitori pensano ad una denuncia.

Evacuazione di alunni anche al comprensivo “Domenico Cimarosa” nel plesso di via Riverso dove è scoppiata una tubatura dell’acqua per cause ancora in corso di accertamento. Infine, il secondo circolo didattico ha chiuso i battenti su disposizione della dirigente Milly Tornincasa. Anche in questo caso si è trattato di infiltrazioni d’acqua, ma dal soffitto, per cui la dirigente ha scelto di sospendere le attività didattiche. Il nuovo assessore all’Istruzione, Emilio Caterino, ha assicurato un intervento immediato in tutti i casi.

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