Gricignano

Gricignano, tragico parto trigemellare: 14 medici a giudizio per la morte di Francesca Oliva

Rinviati a giudizio, con l’accusa di omicidio colposo aggravato, i 14 medici di due strutture ospedaliere (l’ospedale “San Giuliano” di Giugliano e la clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno) imputati per la morte di Francesca Oliva, la 29enne di Gricignano deceduta nel maggio 2014, insieme a due dei tre gemelli che portava in grembo, durante il parto avvenuto nella clinica del litorale domizio.

La decisione è stata adottata ieri dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Nicoletta Campanaro, che ha accolto le richieste del pm Fornaro e degli avvocati difensori delle parti civili, Raffaele Costanzo e Francesco Lettieri, fissando la prima udienza per il prossimo 9 febbraio davanti al giudice monocratico Carotenuto.

I medici rinviati a giudizio sono: Stefano Addeo, Renato Brembo, Gerardo Buonanno, Vincenzo Cacciapuoti, Gerardo Cardone, Giuseppe Ciccarelli, Giovanni De Carlo, Antonio Della Gala, Giuseppe Delle Donne, Pasquale Favale, Pietro Granata, Giuliano Grasso, Crescenzo Pezone, Antonio Russo.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Giovanni Abbate. Le parti civili, Gianna Tessitore e Giorgio Oliva, madre e padre di Francesca, Alessandro Puca, marito di Francesca, Tommaso Oliva e Salvatore Oliva, fratelli di Francesca, e Immacolata Tessitore, cognata di Francesca, sono difesi dagli avvocati Costanzo e Lettieri.

Francesca Oliva morì per setticemia. Nel suo grembo c’erano tre gemelli. Solo uno, una femmina, sopravvisse. Era il 24 maggio del 2014 e Francesca, seguita durante la gravidanza dal ginecologo S.R., era stata ricoverata prima all’ospedale di Giugliano e poi alla clinica di Castel Volturno. Dopo le minacce di aborto, il suo medico, il 7 maggio, le aveva praticato un cerchiaggio cervicale a fronte della presenza di una significativa leucocitosi con neutrofilia del 77 per cento, emersa dagli esami del sangue. Era in atto una contaminazione batterica.

Qualche giorno dopo, uno dei suoi tre bambini, il maschietto, morì. Nessuno, però, se ne accorse, nonostante l’ecografia eseguita, stando alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, dal medico S.A. E così Francesca venne trasferita d’urgenza, il 19 maggio, alla clinica “Pineta Grande”. Il 22 maggio la sua condizione di salute precipitò. La febbre altissima venne curata con antibiotici inidonei. Il 23 maggio si decise, infine, di operare il cesareo, per far nascere i bambini alla venticinquesima settimana di gestazione. Il maschietto era già morto, mentre una delle due femmine, Giorgia, sopravvisse al parto, ma morì dopo 24 ore per scarsa maturità dell’apparato respiratorio. L’unica sopravvissuta fu una bambina, Maria Francesca, trasferita all’ospedale “Santobono” di Napoli e salvata dai medici di quella struttura.

SOTTO IL VIDEO DEI FUNERALI DI FRANCESCA E DELLA PICCOLA GIORGIA (28 maggio 2014)

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