Aversa

Aversa, occupazione abusiva aree standard: indaga la Corte dei Conti

Non solo fitti dei 132 alloggi delle case popolari di proprietà comunale di via San Lorenzo, ma anche standard urbanistici usucapiti o sul punto di esserlo da parte di privati e la mancata valorizzazione del patrimonio immobiliare del comune. Sono in molti, tra amministratori e dirigenti comunali passati e presenti, a non dormire sonni tranquilli. Soprattutto dopo che le Fiamme gialle aversane hanno portato via gli incartamenti relativi alle palazzine di via San Lorenzo, i cui occupanti, nella stragrande maggioranza dei casi, non pagano il fitto da trent’anni con diversi casi anche di subaffitto, tanto da far ipotizzare anche diverse ipotesi di usucapione, trattandosi di patrimonio disponibile dell’ente locale.

Accanto all’inchiesta scattata nei giorni scorsi con l’interessamento della procura regionale della Corte dei Conti, per la quale non sono ancora stati individuati i responsabili e le fattispecie di reato contabile, da due anni i magistrati napoletani, infatti, indagano sull’occupazione abusiva degli standard urbanistici, ossia di quelle aree da destinare a spazi pubblici e ad uso della collettività (parcheggi, verde pubblico, parchi giochi, ecc.), che devono essere garantite ai cittadini ogniqualvolta vengono costruiti nuovi insediamenti civili oppure incrementati quelli esistenti.

L’inchiesta ha fatto emergere come l’Ente locale normanno, nel corso degli anni, abbia subìto e tollerato l’occupazione sine titulo, con indebita sottrazione alla disponibilità dei cittadini aversani, di numerose aree da destinare invece a servizi pubblici. In taluni casi, a causa dell’inerzia dell’Amministrazione comunale, le aree sono state definitivamente sottratte alla disponibilità per intervenuta usucapione.

L’attività posta in essere dalla Guardia di Finanza di Aversa ha inizialmente fatto emergere, a seguito di sopralluoghi, che il 73% degli standard ricadenti nel territorio comunale aversano di fatto sono irregolarmente occupati da privati. Subito dopo l’apertura dell’inchiesta, il sindaco dell’epoca, Giuseppe Sagliocco, di concerto con il comandante della polizia municipale Stefano Guarino ha dato il via ad una serie di recuperi.

Ai quasi quattro milioni dei fitti di via San Lorenzo, quindi, vanno ad aggiungersi i circa due richiamati negli atti della Corte dei Conti relativamente agli standard, inchiesta per i quali sono stati individuati una serie di ex sindaci, ex assessori al patrimonio e relativi dirigenti del settore che si sono succeduti negli ultimi tre decenni. La terza inchiesta, infine, è relativa al mancato utilizzo dei beni patrimoniali dell’ente tra cui, in maniera precipua, il padiglione ‘Leonardo Bianchi’ all’interno del complesso dell’ex ospedale psichiatrico «Santa Maria Maddalena».

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