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Weinstein, Asia Argento: “Regista italiano? Mai fatto suo nome”

“In riferimento al mio post #quellavoltache, preciso, se ve ne fosse bisogno, che non ho in alcun modo fatto il nome dell’autore del gesto nè tantomeno, ho indicato elementi per identificarlo. Pertanto chiunque pretenda di conoscerlo, scrivendo qui o altrove il presunto nome, se ne assume per intero e personalmente la responsabilità”.

E’ quanto scrive sul suo profilo Twitter in un messaggio l’attrice e regista Asia Argento facendo una precisazione sul suo stesso messaggio pubblicato ieri. La Argento aveva scritto: ”#quellavoltache un regista/attore italiano tirò fuori il suo pene quando avevo 16 anni nella sua roulotte mentre parlavamo del “personaggio”‘.

L’attrice aveva lanciato la sua nuova accusa rispondendo alla catena di solidarietà dell’hastag #quellavoltache, in seguito alla sua denuncia di essere stata violentata dal produttore Usa Weinstein. Asia Argento, in un altro post senza fare nomi aveva ripetuto “questo è il momento di parlare non di minimizzare”.Mentre Harvey Weinstein è sempre piu’ solo Asia Argento, rispondendo su twitter alla catena di solidarietà rilancia: ”#quellavoltache un regista/attore italiano tirò fuori il suo pene quando avevo 16 anni nella sua roulotte mentre parlavamo del “personaggio”‘.

Intanto, la Weinstein Company, fondata dal produttore di Hollywood Harvey Weinstein travolto dallo scandalo sulle molestie sessuali, è in trattative per una potenziale vendita. La trattativa in corso con il fondo di private equity Colony Capital, guidato da Tom Barrack, il miliardario investitore amico e stretto consigliere di Donald Trump. Lo si apprende da un comunicato della Weinstein.

L’annuncio delle trattative per la vendita totale o parziale della Twc (The Weinstein Company), travolta anch’essa dallo scandalo, e’ stato dato dallo stesso Tom Barrack e da Tarek Ben Ammar, che siede nel board della società di produzione cinematografica. “Siamo lieti di investire nella Weinstein e di aiutarla ad andare avanti”, afferma Barrack. “Aiuteremo la società a riconquistare la posizione iconica che merita nell’industria indipendente del cinema e della televisione”. “Crediamo che questa operazione possa aiutare a stabilizzare le attuali operazioni della Weinstein e migliorare la situazione sul fronte della distribuzione, della produzione e dei talent partner in tutto il mondo”, aggiunge Ben Ammar. La Colony Capital di Tom Barrack ha già esperienza nel settore, avendo nel 2010 acquistato la Miramax dalla Walt Disney.

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