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Legge elettorale, prima fiducia alla Camera sul Rosatellum bis. M5S e sinistra in piazza

La Camera conferma la fiducia al governo sul primo articolo della legge elettorale. I voti a favore sono stati 307, 90 i contrari, nove gli astenuti. M5s e sinistra scendono in piazza Montecitorio e al Pantheon per protestare.

Grillo sul blog arringa i cittadini: “Avrete la vostra parte di responsabilità se nascerà l’ennesima porcata”. Lo stop al dibattito con lo strumento della fiducia non piace all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che afferma: “Non mi resta che intervenire al Senato”.

“Per la seconda volta nella stessa legislatura abbiamo una legge inaccettabile, segno di irresponsabilità del gruppo dirigente del Pd che logora la democrazia e apre la strada al populismo, spezzando il legame già fragile tra cittadini e istituzioni”. Così l’ex premier Massimo D’Alema commenta la fiducia sul Rosatellum.

Un unico grande urlo si leva dalla piazza di Montecitorio, dopo che il deputato di M5s Danilo Toninelli incita i manifestanti giunti per protestare contro il Rosatellum a “darci una mano: chi non s’incazza è con loro”. “Vogliamo solo onestà, onestà”.

“Non voglio dire a Mattarella di firmare o non firmare perché è nelle sue prerogative e sa bene cosa fare – dice Roberto Fico -. Non condivido il fatto che sia stata messa la fiducia e qui Mattarella avrebbe dovuto fare un passaggio molto più duro e forte. Sembra quasi avallare la fiducia e mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi mesi dal voto è davvero uno scandalo”.

“Questo Parlamento non ha più la dignità di rappresentare i cittadini. La fiducia viene posta come nel 1923 sulla legge Acerbo e poi sulla legge truffa. Dov’è quel passacarte di Gentiloni che si deve far chiamare da Rosato per mettere la fiducia? Questo governo e questo Parlamento sono fatti di indegni e di bugiardi. Non avete la dignità di rappresentare gli italiani, non rappresentate quei cittadini che avete zittito con un colpo di mano”. Lo dice alla Camera Danilo Toninelli (M5s) nella sua dichiarazione di voto sulla fiducia sulla legge elettorale. E conclude: “Come potremmo dare la fiducia a persone indegne come voi?”.

Oggi con il voto di fiducia sulla legge elettorale “si traccia un’altra macchia indelebile sul profilo di questa diciassettesima legislatura” e “Gentiloni perde la faccia” e forse non è presente in Aula perché “avverte l’imbarazzo e l’incoerenza della sua scelta. Una faccia che forse gli è stata fatta perdere dal segretario del Pd, mandante neanche troppo occulto”. Lo afferma Alfredo D’Attorre, motivando la scelta di Mdp di votare no alle fiducie.

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